Gli affitti a Las Palmas sono più alti del salario minimo interprofessionale

Il Sindacato degli Inquilini di Gran Canaria ritiene che l’indifferenza delle istituzioni e il numero di immobili vuoti in mano alle banche siano alcune delle cause di questa inflazione dei prezzi degli affitti.

L’Asociacion Canaria del Alquiler Vacacional accusa l’amministrazione pubblica di non saper trovare una soluzione o di eludere il problema nel settore degli affitti per vacanza.

Le inserzioni che pubblicizzano appartamenti in affitto, aldilà della descrizione dell’immobile stabiliscono anche paletti economici che creano barriere economiche e burocratiche.

L’assenza di una seria politica degli alloggi si traduce in una media di 997 euro per affittare un appartamento nella provincia de Las Palmas secondo Pisos.com e 138mila immobili sfitti nell’Arcipelago.

Dallo scorso settembre ad oggi la media degli affitti è aumentata di 248 euro nella provincia di Las Palmas secondo quanto indicato dal portavoce del Sindacato degli Inquilini di Gran Canaria, Ruyman Rodriuez.

Dati in contraddizione con la situazione che vivono i residenti dell’Isola, il 40% dei quali è a rischio di esclusione sociale e di povertà, e i lavoratori percepiscono il salario più basso di tutta la Spagna.


Rodriguez chiarisce che questa situazione è dovuta principalmente all’inefficienza delle istituzioni.

Secondo il portavoce del Sindacato nella maggior parte dei paesi europei, con stipendi ben più elevati di quelli spagnoli, tra il 30 e il 40% della popolazione risiede in case popolari, in Spagna solo il 3%.

Altro fattore importante è l’elevato numero di case sfitte cadute in mano alle banche e a fondi “avvoltoio” dopo che è scoppiata la bolla dell’edilizia ed è iniziata la crisi economica.

Nel momento in cui le Isole vivono il rincaro degli affitti più grande della storia, ci sono 138 mila case sfitte.

Si ha un eccesso di domanda e un deficit di offerta che non ha ragione di essere.

Di fronte a questa situazione, da più parti si pianifica la ristrutturazione e la consegna di questi appartamenti molti dei quali ancora da terminare.

Sono anni senza che non vengono costruiti alloggi popolari ma, secondo il Sindacato, non è nemmeno possibile pensare che l’unico modello proponibile sia continuare a costruire e investire nel cemento senza prima arrivare ad un accordo con i proprietari di queste case sfitte e che le stesse vengano rese disponibili per famiglie che ne hanno bisogno.

L’ente pubblico di assegnazione di promozione delle case in affitto è l’altra barriera che aggrava il problema della carenza di alloggi alle Canarie.

Dal Sindacato tacciano di inefficienza la gestione di Visocan che lascerebbe molte case sfitte soprattutto nella capitale.

A Ciudad del Campo vi sarebbe, a loro parere, una grande quantità di case sfitte che non vengono consegnate agli inquilini nonostante la grande richiesta di alloggi.

Il vicepresidente e avvocato della Asociacion Canaria de Alquiler Vacacional, Javier Valentin, ha opinioni simili a quelle espresse dal Sindacato sul problema degli affitti nelle Isole.

La ripresa economica che sta vivendo la Spagna fa sì che i proprietari alzino i prezzi cercando di arrivare ai livelli precrisi, mentre i salari non sono cresciuti di pari passo.

A questo va aggiunto l’esistenza di fondi di investimento e grandi cordate bancarie che comprano grandi quantità di appartamenti vuoti.

Un fenomeno che ha suscitato l’attenzione dell’ONU che ha richiamato la Spagna a intervenire sui fondi “avvoltoio” che speculano sui prezzi.

Valentin ritiene anche che l’assenza di un piano sugli alloggi e il ritardo nei sussidi agli affitti da parte del Governo delle Canarie siano altri fattori che favoriscono l’aumento dei prezzi.

Un altro problema sono gli appartamenti in affitto per vacanza.

Alcuni proprietari preferiscono affittare per brevi periodi ai turisti e sebbene questo settore copra solo il 3% del mercato, secondo il Sindacato degli inquilini anche questa scelta dei proprietari influisce sull’innalzamento dei prezzi.

Il Governo regionale ha deciso di regolamentare gli affitti delle vivienda vacacionales solo nelle zone turistiche. Questa decisione ha determinato che in alcuni quartieri operai gli affitti siano saliti tanto da costringere chi è nato nel quartiere a spostarsi in altre zone.

Secondo Rodriguez il quartiere de La Vega de San Josè a Las Palmas de Gran Canaria è uno dei punti più colpiti da questo fenomeno. 

Non solo l’insegna VV (Vivienda Vacacional) è molto diffusa, ma la presenza del Palazzo di Giustizia fa sì che i funzionari cerchino casa nei pressi facendo aumentare gli affitti alle stelle tanto che un monolocale da 30 mq arriva a costare 600 euro.

Dando un’occhiata agli annunci sul web si nota che gli affitti sono cari e, in una situazione dove quasi metà della popolazione è ai limiti dell’indigenza, aumentano gli sfratti.

Si tratta quindi di un’emergenza alloggiativa non dichiarata.

Con un indice di disoccupazione giovanile tra i più alti delle Canarie e il salario minimo interprofessionale fermo a 900 euro, pagare un affitto nella capitale di Gran Canaria diventa un’utopia.

Il canone medio nella provincia di Las Palmas si aggira sui 997 euro; i giovani a volte scelgono di condividere un appartamento in 8 o 10 per poter affrontare le spese, altri invece si trovano a dover rimanere a casa con i genitori.