Maspalomas: il progetto Masdunas alla sua seconda fase

Il progetto di recupero delle celebri dune di Maspalomas, chiamato Masdunas, è entrato nella sua seconda fase con un investimento che raggiungerà 1,15 milioni di euro entro la fine dell’anno.

Le nuove dune raggiungono già un’altezza di mezzo metro.

Masdunas, lanciato dal Cabildo di Gran Canaria, ha già mostrato la sua efficacia con l’ottenimento di una serie di dune che attualmente superano il mezzo metro di altezza e che, secondo le autorità, con questo intervento e con l’aiuto della natura potranno costituire il punto di partenza del circuito dunale che darà vita a nuove formazioni.

Il fenomeno della scomparsa delle dune è iniziato negli ultimi decenni, quando si è assistito al ritiro delle formazioni di sabbia dalla costa per una distanza di circa 210 metri, quando prima erano a malapena a 70.

Il Cabildo ha installato a tal proposito delle strutture contenitive per favorire l’accumulo della sabbia e dare così vita a dune embrionali che potranno poi crescere e dar vita ad altre dune.

Come spiega Miguel Ángel Peña, tecnico insulare di Masdunas, per realizzare le prime dune sono stati estratti 20mila metri cubi di sabbia da posizionare nella parcella iniziale del circuito, materiale che è stato setacciato per rimuovere le impurità e i sassi; quando la sabbia è estratta vicino alla costa, risulta più pulita e il trasporto più agevole, tanto che in soli 5 giorni sono stati rimossi più di 4.300 metri cubi di sabbia, quasi un quarto di quella pianificata nella prima fase.


La sabbia accumulata negli ultimi 5 mesi ha fatto sì che la zona intermareale, ovvero il corridoio tra l’alta e la bassa marea, sia passata da 30 a 90 metri, guadagnando un’altezza di 2 metri.

Le tempeste del sud e l’azione del mare provocano una significativa erosione che trascina letteralmente le dune in una sorta di lavandino naturale, costituito da una scogliera sottomarina; con la scomparsa di elementi naturali di protezione da questo fenomeno, le dune hanno iniziato a sparire con il passare del tempo.

Con l’intervento dell’uomo è stato avviato un monitoraggio costante oltre che azioni di grande efficacia, tanto che a ottobre e novembre sarà dato il via alla terza fase del progetto Masdunas, ovvero l’estrazione di altri 20.000 metri cubi di sabbia, inizialmente prevista per dicembre.

Risultati straordinari, afferma il presidente del Cabildo Antonio Morales, che è bene consolidare continuando nel progetto che, per tutta la comunità scientifica mondiale, sta diventando un punto di riferimento importante.

Oltre alla preservazione delle dune, Miguel Ángel Peña, insieme a Orlando Marrero, è impegnato nella salvaguardia della Charca di Maspalomas, uno specchio d’acqua tra le dune e l’oceano, con una biodiversità unica e recentemente minacciata dal tilapia, un pesce invasore del Mozambico; lo staff di Miguel Ángel Peña ha catturato 4.200 esemplari, restituendo alla Charca la flora e la fauna tipiche della zona.

Franco Leonardi