Il traffico navale tocca il livello più basso degli ultimi 15 anni

Diminuisce la costruzione di petroliere nei grandi cantieri navali.

Le navi cisterna aumentano per la maggiore domanda di gas naturale liquefatto.

Il Porto di Las Palmas rinvia a data da destinarsi il progetto per lo stoccaggio del gas.

Secondo quanto pubblicato da Espiral 21, l’indice Baltico, l’indicatore più attendibile per le attività mercantili marittime, sta monitorando l’attuale andamento al ribasso che è di circa 700 punti ed è simile a quello registrato prima del crollo del 2008.

I grandi armatori, intanto, aggiustano le spese prima del congelamento della domanda.

Gli armatori lottano contro l’aumento della capienza di carico, una circostanza che dal punto di vista finanziario nuoce al mercato perché da un livello attuale di equilibrio trascina le tariffe del traffico mercantile al ribasso.


Le conseguenze non si sono fatte attendere perché durante il primo trimestre del 2019 in tutto il mondo 3200 navi hanno dichiarato carichi inferiori a 81 milioni di tonnellate lorde, il peggior risultato in 15 anni secondo Clarkson PLC in una notizia pubblicata dal Wall Street Journal.

Petroliere e navi cargo portarinfuse rappresentano da un decennio circa il 66% di tutti gli ordinativi, ma da marzo 2019 la presenza è scesa al 42% a causa della volatilità dei mercati dei prodotti di base e dei cambiamenti nel consumo mondiale di energia, principali responsabili dei disastri del commercio marittimo.

Il prezzo del petrolio Brent è cresciuto del 40% quest’anno superando la quota di 75$ al barile da che il Governo degli Stati Uniti ha iniziato a bloccare le esportazioni iraniane.

Di contro il gas naturale liquefatto sta sperimentando un cambio di tendenza e i trasportatori navali si sono mossi per far fronte all’aumento della quantità di ordinativi.

Il registro degli operatori di gas naturale liquefatto (GNL) raggruppa 141 trasportatori marittimi che rappresentano il 13% del totale degli ordinativi, mentre un decennio fa la percentuale era pari al 2%.

Il mercato del GNL aumenta grazie alla domanda crescente di paesi come il Giappone, Cina e India che stanno sostituendo il carbone con il gas per generare energia e per il riscaldamento.

L’Autorità Portuale di Las Palmas aveva previsto d’impiantare un’area di stoccaggio di GNL al molo di La Luz, ma nel momento in cui, nell’agosto del 2018, è stato introdotto fuori tempo un operatore in più nel procedimento di gara (in questo caso Endesa), si è creata tensione tra gli altri concorrenti.

Gli investimenti annunciati superavano gli 80 milioni di euro attraverso le offerte presentate da Totisa e Disa Enagas.

La paralisi dello stoccaggio di Las Palmas ha coinciso con la temporanea infermità del direttore del Porto Salvador Capella, una circostanza che ha obbligato a sostituirlo con Esteban del Nero.

A questa situazione interna alla Direzione si è unita la concomitanza con le elezioni generali e parlamentari nel mese di aprile e maggio e sembrerebbe che il presidente Juan Josè Cardona abbia consigliato di aspettare fino a conoscere il risultato delle urne.

Il trionfo del PSOE determinerà un cambio al vertice delle due autorità portuali canarie e aumenterà il divario con Coalicion Canaria (CC) che, certamente, non vedrà la mossa di buon occhio.

La recente denuncia di CC contro il leader socialista Angel Victor Torres, per un presunto caso di corruzione ha chiuso le ultime possibilità di stipulare un accordo per il Governo regionale.

Secondo fonti portuali, il mosaico di divergenze politiche e istituzionali, al momento pospone la realizzazione di grandi progetti portuali a Las Palmas come nel caso dello stoccaggio del gas naturale liquefatto.

Attualmente il traffico di carico del GNL viene incrementato dalle esportazioni di gas dagli Stati Uniti dove il costo di estrazione è in media più economico di altri centri di produzione come Russia e Medio Oriente.

L’incremento della domanda di GNL da parte delle navi da crociera prosegue di buon passo e sta raggiungendo il 12% del mercato, 10 punti in più del 2009.

I grandi cantieri navali della Corea del Sud, Cina e Giappone cercano di mettere a punto altre strategie per mantenere le attività industriali in funzionamento.

Le commesse per le costruzioni di nuove petroliere sono scese a meno di 20.

A fronte di richieste di navi con 5 milioni di tonnellate di carico nel primo trimestre del 2018, quest’anno le commesse sono state per navi con capienza da 4,5 milioni di tonnellate.

Le richieste di navi da GNL fino a marzo si sono mantenute forti con 13 nuove commesse.