66 morti per influenza è la cifra più alta mai registrata alle Canarie

Il Direttore del Servizio di Epidemiologia e Prevenzione della Direzione Generale della Sanità Pubblica delle Canarie, Domingo Nuñez Gallo, ha dichiarato nei giorni scorsi che il grande aumento nel numero di vittime e di ricoveri per l’epidemia di influenza dello scorso inverno si deve al notevole miglioramento delle segnalazioni e al monitoraggio dei pazienti colpiti da influenza.

La campagna antinfluenzale che si è conclusa alla metà di maggio, ha fatto registrare un record quanto a numero delle vittime nelle Isole.

Fino a quella data sono stati registrati 66 decessi, 506 ricoveri gravi e più di mille ingressi in ospedale.

Nuñez Gallo di fronte a dati così gravi ha dichiarato che a suo parere è giusto che la gente sappia la verità e quale impatto può avere l’influenza sulla salute delle persone, soprattutto di quelle più deboli come gli anziani o i malati.

In questo senso il Direttore ha invitato la popolazione a vaccinarsi perché l’influenza può portare a conseguenze estreme come il ricovero in rianimazione o la morte.

Ha inoltre ammesso che finora nelle Isole la portata dell’epidemia di influenza è stata sottostimata.


Nonostante l’impatto sia stato inferiore all’anno precedente, il virus A nei suoi due sottotipi ha colpito prevalentemente persone sopra i 60 anni e i giovani.

L’aumento nel numero dei ricoveri e delle vittime rispetto allo scorso anno (37 morti e 302 ricoveri gravi), secondo il direttore, sarebbe dovuto ad una maggiore attenzione nei confronti dei primi sintomi che ha portato molte persone ad andare in ospedale prima dell’insorgere di complicazioni.

E’ stato inoltre migliorato il sistema di vigilanza nei Centri della Salute e negli ospedali, includendo anche quelli de El Hierro e de La Gomera.

Le 66 vittime, secondo Nuñez, sono il numero più alto di vittime da quando si fanno registrazioni ufficiali, ma ha affermato che il tasso di mortalità rispetto agli ingressi in pronto soccorso, alle Canarie si collocano 5 punti sotto la media nazionale, confermando che l’attenzione ai malati gravi è buona in confronto alle altre regioni.

Benché ogni anno un numero sempre maggiore di persone si vaccini contro l’influenza, la cifra è insufficiente, infatti secondo la OMS la percentuale dei vaccinati dovrebbe essere del 75% e nelle Isole è ferma intorno al 60%. Andrebbero vaccinate le persone a rischio come gli anziani, i pazienti cronici, le donne incinte, i diabetici, gli obesi e il personale sanitario.

In alcuni casi, secondo Nuñez, è necessario procedere anche all’isolamento del malato soprattutto in ambienti come gli ospedali o le case per anziani dove il personale dovrebbe indossare scrupolosamente guanti e mascherine.

In quanto ai focolai di influenza individuati ultimamente a San Sebastian de la Gomera e a San Juan de Dios, il direttore ha sottolineato che si tratta di pochi casi, ma ha ammesso che se ve ne fossero in strutture non controllate dalla sanità pubblica, sarebbe difficile venirne a conoscenza.