La Atalaya e La Fiesta del Barro

Il paese di La Atalaya, antica città aborigena, è uno dei pochi luoghi in Europa dove si cucinano ancora pentole di argilla e altre ciotole per tostare il miglio e il caffè.

In numerose grotte vengono ancora utilizzati antichi forni in pietra.

Dopo la scomparsa dei grandi maestri della produzione, come Panchito e Antonia ‘La Rubia’, oggi troviamo giovani e associazioni che mantengono viva la tradizione seguendo la tecnica aborigena.

La Atalaya si trova, come indica il suo nome (Torre di Guardia), su un promontorio da cui domina il bellissimo paesaggio del barranco di Las Goteras, dove si aprono centinaia di grotte scavate nella roccia.

Le minacce dei pirati avevano costretto la popolazione a scegliere questo sito per nascondersi.

Le grotte sono ancora abitate e fino a pochi decenni fa i vecchi forni di pietra erano usati per cuocere bellissime pentole di fango, fino a quando questa eredità si perse in parte con la morte degli indimenticabili Francisco Rodríguez Santana (‘Panchito’) e Antonia Ramos Santana (‘La Rubia’).


Oggi, un gruppo di giovani riuniti nell’associazione dei professionisti della ceramica di La Atalaya (Alud) mantiene viva la tradizione e la conoscenza di questo mestiere, seguendo la tecnica aborigena (a mano e senza tornio).

Alud gestisce il Centro Locero ed è responsabile della diffusione dei valori culturali ed etnografici dell’artigianato de La Atalaya.

In passato, le donne si occupavano della produzione di pentole con argilla e sabbia del barranco. Dalle loro mani nascevano bellissime Bernegales, braseros, lebrillos, tostadores o gánigos, quei contenitori di forme suggestive decorati con figure geometriche, che venivano poi caricati sulla testa per venderli in diverse città dell’isola o scambiarli con altri prodotti della terra.

All’inizio del XIX secolo, la ceramica a La Atalaya continuò ad essere la principale attività artigianale.

Ancora oggi questa città resiste a perdere la sua arte arcaica e il suo fascino originario.

Le guaguas con i turisti continuano a visitare La Atalaya come un percorso inevitabile nel loro viaggio verso il centro dell’isola, dove si può ammirare il modo di lavorare dei loceros e acquistare pezzi a prezzi molto buoni.

Quest’anno il 6 luglio La Fiesta del Barro, celebra la sua 28a edizione, una grande festa con laboratori di ceramica, balli, musica buon cibo tradizionale e soprattutto un grande spazio per rotolarsi nel “fango”, in amichevoli lotte e lanci di palle di argilla e sabbia bagnata.

Bina Bianchini