Il 51% dei Canari non riesce a trovare una casa che si possa permettere

Le previsioni per il 2019 indicano una stabilizzazione del settore immobiliare in termini di prezzi e di domanda. L’aumento dei costi residenziali ha iniziato ad influenzare le transazioni immobiliari, rendendo l’aspetto economico una delle principali sfide nella ricerca di un alloggio

 

Lo dimostra il” V Estudio Casaktua La demanda de vivienda en España”.

Il 2019, l’anno della stabilizzazione del settore, che dimostra che i Canari che prevedono di cambiare casa nel breve o medio termine non trovano nulla che si possano permettere (51%) o che si adatti alle loro esigenze (46%).

Il risparmio medio per l’acquisto di una casa in questa regione è di 87.110 €.

Secondo la relazione, gli stessi ostacoli esistono a livello nazionale.


Gli spagnoli in cerca di nuove proprietà non trovano la casa di cui hanno bisogno (46%) o sono in grado di pagare (44%).

Infatti, quest’ultimo disagio è aumentato di 8 punti nell’ultimo anno ed è particolarmente presente nel caso dell’affitto: il 58% di chi si trasferisce in affitto riconosce che questa è una delle sfide principali, rispetto al 37% di chi sceglie di comprare.

Questo argomento viene utilizzato anche da quei Canari che non sono alla ricerca di una proprietà e che, come riconoscono, non sono a proprio agio con la loro casa attuale.

Il 57% (47% nazionale) dichiara di non cambiare residenza a causa di una questione economica.

Guardando al futuro, l’87% degli intervistati nelle Isole Canarie ritiene che i costi di affitto e di acquisto (88%) continueranno ad aumentare.

Percentuali simili all’opinione generale in Spagna (88% in entrambi i casi).

Il 23% dei Canari intende cambiare proprietà nel prossimo futuro: l’11% è alla ricerca di un immobile e il 12% in affitto.

Queste cifre rappresentano una diminuzione di 21 punti rispetto al 2018, quando la voglia di trasferirsi era del 44% (20% di acquisto e 24% di affitto).

Nel caso della Spagna, il desiderio di trasferirsi è del 22%: il 15% opta per l’acquisto e il 7% per l’affitto. Cioè, 15 punti in meno dell’anno scorso (37%: 24% di acquisto e 13% di affitto).

Secondo i sondaggi, il 62% dei Canari ritiene che l’alloggio sia la migliore eredità che può essere lasciata ai propri figli.

Le conclusioni dello studio dimostrano che il prezzo della proprietà è il fattore più determinante nelle Isole Canarie al momento dell’acquisto.

Il 59% (72% nazionale) riconosce che è quello che influenza maggiormente il processo decisionale, seguito dalla loro situazione occupazionale (41%).

In Spagna, tuttavia, il secondo elemento più influente è la stima del pagamento dell’ipoteca da pagare (39%).

D’altra parte, il 63% dei Canari che vanno in affitto riconosce che in realtà preferirebbe comprare (58% nel caso degli intervistati nazionali), ma non lo fanno perché la situazione economica non permette loro di farlo.

In questo momento, il 54% pensa che vivere in un alloggio in affitto è uno spreco di denaro e che possedere una proprietà è la migliore eredità che può essere lasciata ai bambini (62%).

Questi pareri corrispondono nel totale della Spagna al 57% e al 63%, rispettivamente.

Con la ripresa dell’economia, delle aspettative occupazionali e dei salari negli ultimi anni, il tasso di risparmio delle famiglie è diminuito (INE e Banco de España).

Ciò ha inciso anche sull’accesso alla proprietà di un’abitazione.

Come si riflette nei risultati, il risparmio medio degli spagnoli per l’acquisto è di € 58.630, con una diminuzione del 20% rispetto allo scorso anno: € 72.917.

Il budget medio dei futuri proprietari è di 168.422€ (171.815€ nel 2018).

Tenendo conto di questo importo e del fatto che gli esperti raccomandano di avere il 30% del valore (20% finanziato dall’istituzione finanziaria, più il 10% delle spese), il risparmio dovrebbe essere di almeno 50.000 euro.

Un importo che, secondo il rapporto del portale immobiliare, non soddisfa il 67% degli intervistati (compresi quelli che non hanno risparmi).

Si evidenzia che il 47% dei futuri proprietari ha meno di 30.000 €.

Il costo medio che i Canari stanno pagando in affitto è di 688€ e l’ipoteca di 454€.

In Spagna, gli inquilini pagano 535€/mese, il 14% in più rispetto al 2018.

Un aumento simile a quello del pagamento del mutuo, che è passato da 442€/mese a 505€/mese.

Questi importi confermano che l’affitto è ancora il 6% più costoso dell’immobile.

Un divario che, com’è prevedibile, aumenterà.

Secondo l’8% degli inquilini, il loro padrone di casa alzerà presto una media di 75 euro al mese.

Il 13% ha già sperimentato questo aumento.

In particolare, una media di 53 euro.

Se confrontiamo le regioni spagnole con la popolazione più numerosa, la spesa per l’ipoteca è maggiore a Madrid (560 €) e in Catalogna (559 €).

Per quanto riguarda l’affitto, la Comunità di Madrid (647 €), Catalogna (633 €) e Andalusia (539 €) sarebbero i più costosi.

Per gli intervistati nazionali, l’opzione migliore quando si investe in un alloggio è quella di acquistare un immobile in affitto a lungo termine (31%), di acquistare una casa in vendita dopo la ristrutturazione (17%) e di affittare una casa vacanza (14%).

Se dovessero scegliere di investire in immobili terziari, le prime opzioni sono i garage (57%), i locali commerciali (36%), i locali convertibili in abitazioni (21%) e i terreni (21%).

Seguono gli uffici (20%) e i magazzini (18%).

I Canari sono inclini, da un lato, all’affitto turistico (29%), all’affitto tradizionale (26%) e all’acquisto, alla riforma e poi alla vendita (16%).

E, d’altra parte, investimenti in garage (56%), locali commerciali (38%) e terreni (23%).

Il futuro acquirente di casa in Spagna è un uomo di età compresa tra i 35 e i 44 anni, con un partner sentimentale e un massimo di due figli e con un reddito familiare netto superiore a 1.800€/mese.

D’altra parte, il profilo di coloro che si trasferiranno in una proprietà in affitto è quello di una donna tra i 25 e i 34 anni, con una famiglia tradizionale o con un partner e senza figli, e con uno stipendio familiare fino a 1.800€.

Alla domanda con chi intendono condividere la loro futura proprietà, il 26% ammette di volersi trasferire da soli (30% nel 2018).

Il resto (74%) condividerà i costi: con il partner (87%), con i parenti (4%), con gli amici (2%), con gli studenti (1%) o con altri (6%).

La proprietà che stanno cercando è per lo più 3 camere da letto (47%) e tra 60 e 100 m2 (60%). L’appartamento è ancora il più richiesto (52%).

Seguono lo chalet (17%) e la casa a schiera (10%).

Si percepisce un maggiore disinteresse da parte degli edifici di nuova costruzione.

Mentre l’edilizia di seconda mano rimane simile (24% nel 2019 e 23% nel 2018), l’edilizia nuova cessa di essere l’opzione del 21% e viene scelta dal 15%. Il 61% dice di essere indifferente.

Per quanto riguarda i motivi del trasloco, avere più spazio o più stanze (29%), spostarsi in una casa con più extra (26%), andare in una zona migliore (21%), avere una casa più moderna (15%), aumentare la famiglia con figli (13%) e spostarsi in una casa più economica (12%) sono le cause principali.