Sì della Commissioni Affari Costituzionali ed Esteri a due risoluzioni sul rilascio della carta d’identità elettronica ai cittadini italiani residenti all’estero

Presentate da Simone Billi (Lega, ripartizione Europa) e Fucsia FitzGerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale), impegnano il Governo a sostenere e incentivare la procedura di realizzazione della carta di identità elettronica per i connazionali residenti all’estero

ROMA – Le Commissioni Affari costituzionali e Affari esteri della Camera dei deputati hanno approvato due risoluzioni sul rilascio della carta d’identità elettronica ai cittadini italiani residenti all’estero.

La prima, presentata da Simone Billi (Lega, ripartizione Europa), presidente del Comitato sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese, impegna il governo ad “assumere ogni iniziativa di competenza atta a sostenere e incentivare la procedura di realizzazione della carta di identità elettronica per i cittadini italiani residenti all’estero”.

Nel testo le due Commissioni richiamano gli articoli di legge che prevedono la sostituzione – a decorrere dal 1° gennaio 2006 – del documento cartaceo con quello elettronico, la cui emissione è riservata al Ministero dell’Interno che ne definisce le caratteristiche attraverso un decreto adottato di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e il Ministro dell’Economia e delle finanze, sentita l’Agenzia per l’Italia digitale, il Garante per la protezione dei dati personali e la Conferenza Stato-città e autonomie locali.

Si segnala inoltre come la “carta di identità in versione cartacea, facilmente falsificabile, è ormai ampiamente superata e viene talvolta contestata in alcuni Paesi esteri e alla frontiera, risultando particolarmente problematica per gli italiani residenti all’estero”.

Si precisa poi come siano in corso di svolgimento “le attività finalizzate a rendere possibile l’emissione della carta di identità elettronica ai cittadini italiani residenti all’estero” nell’ambito dei lavori della Commissione interministeriale permanente istituita in proposito, e a cui partecipa anche il Maeci, e come l’iniziativa “prevede di estendere alle sedi consolari europee le procedure già previste per i comuni, al fine di consentire anche ai concittadini all’estero di presentare domanda di rilascio della Cie e poterla ricevere presso il proprio domicilio, senza costi aggiuntivi rispetto a quanto avviene in Italia”.


La fase di valutazione e definizione delle soluzioni tecnico-amministrative più idonee a garantire il perseguimento di tale obiettivo, “disponendo contestualmente il potenziamento delle dotazioni delle sedi consolari, attraverso la fornitura di postazioni di lavoro a supporto dello svolgimento dei processi di emissione del documento”, è stata completata nello scorso ottobre – si legge nella risoluzione, che aggiunge come sia stato anche definito in tale sede il piano degli interventi necessari all’attuazione del progetto che prevede “l’esecuzione di una prima fase pilota ad inizio 2019 e la successiva estensione a tutte le altre sedi entro la prima metà del 2019”. Per questo motivo si sollecita l’impegno del Governo ad incentivare la procedura.

La seconda risoluzione approvata, presentata a prima firma da Fucsia FitzGerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale), intende ampliare la possibilità di richiedere la carta d’identità elettronica nei rispettivi consolati anche ai cittadini italiani residenti in Paesi extra Unione europea.

In essa, le Commissioni Affari costituzionali ed Esteri ricordano in premessa come l’adozione della carta d’identità elettronica permetta anche di assolvere alle funzioni di richiesta di un’identità digitale Spid, con conseguente accesso ai servizi in rete ed erogati dalla pubblica amministrazione e che il Governo si sta impegnando ad estendere anche all’estero.

Si rileva poi come “non tutti i consolati all’estero sono muniti delle risorse adeguate e della necessaria tecnologia per gestire le pratiche di rilascio della Cie” e si richiama il crono-programma del progetto per il rilascio del documento all’estero, che include l’avvio di una fase pilota “presso tre consolati in Europa, terminata la quale oltre ad essere previste circa 95 postazioni di lavoro in favore di altri consolati dell’Unione europea, dovrebbero essere portate a termine le modalità di collegamento della rete consolare ai sistemi anagrafici italiani”, iter da completare entro il 2019.

La risoluzione evidenzia quindi la necessità di “un piano operativo” che consenta anche ai connazionali residenti nei Paesi extra Ue che riconoscono la carta d’identità ai fini della libera circolazione e iscritti all’Aire di chiedere e ottenere il rilascio della carta d’identità elettronica.

La risoluzione impegna pertanto il Governo “a portare a conclusione il piano operativo che consente di estendere le procedure di realizzazione della carta di identità elettronica e del sistema Spid ai cittadini italiani residenti all’estero”, siano essi residenti in Ue o nei Paesi extra Ue che riconoscono la carta d’identità ai fini della libera circolazione e iscritti all’Aire; di “assicurare le risorse necessarie e a definire le modalità organizzative tecniche, affinché i consolati italiani all’estero, anche nei Paesi extra Ue, possano emettere la Cie, con modalità di consegna che non prevedano maggiori costi, nonché a velocizzare il crono-programma predisposto dai Ministeri competenti per il rilascio della Cie all’estero, al fine di procedere all’integrazione dei sistemi informatici della rete consolare e completare la fase di sperimentazione prevista”; a “consentire ai nostri connazionali la possibilità di presentare domanda di rilascio della Cie presso il comune di iscrizione Aire, durante il loro soggiorno in Italia, secondo le istruzioni governative agli Uffici anagrafe dei comuni”. (Inform)