Las Palmas: la contrazione del settore turistico fa crollare l’occupazione

Crolla precipitosamente l’occupazione a Las Palmas per effetto della contrazione del settore del turismo, a sua volta in calo del 6% a Tenerife, del 5% nelle isole orientali e di ben il 19% a Fuerteventura, con la conseguente perdita di 19.000 dipendenti dell’industria alberghiera in un solo trimestre.

Ma quella della contrazione del settore turistico pare essere solo una faccia della medaglia, che vede il crollo dell’occupazione e dei servizi in particolare nelle isole come Fuerteventura, e di contro un aumento di entrambi i settori a Santa Cruz de Tenerife, che è riuscita, malgrado tutto, a mantenere costante l’arrivo dei turisti.

In generale le Isole Canarie hanno perso 20.900 posti di lavoro nel primo trimestre del 2019, pari al 2,29% in più rispetto ad analogo periodo del 2018; secondo i dati forniti da EPA la contrazione del mercato ha provocato la distruzione di 37.600 impieghi, compensata dall’aumento di 16.000 nuovi lavoratori autonomi.

La provincia in assoluto ad avere subìto le peggiori conseguenze è stata quella di Las Palmas, con 28.800 posti di lavoro in meno, pari a -6,8%, dei quali 16.700 impiegati nel settore dei servizi.

Nulla a che vedere quindi con quando accaduto a Santa Cruz de Tenerife, dove nel primo trimestre dell’anno risultavano impiegati 3.400 dipendenti, 500 in più nel settore dei servizi.

L’emorragia più significativa si è verificata ovviamente nell’alberghiero, dove in generale in tutto l’Arcipelago si è registrata una perdita di 18.370 lavoratori nel periodo gennaio-marzo, rispetto al solo mese di dicembre 2018.


Gli esperti consigliano cautela nell’apprezzare i risultati positivi di Santa Cruz, considerando che la contrazione del mercato del turismo per il momento è solo all’inizio del suo iter disastroso.

Insomma, la tempesta vera e propria pare debba ancora arrivare.

Giulia Sapori