I Canari sono utenti della rete con poca familiarità verso internet

Il 38% degli utenti della rete nelle Isole hanno poca o nessuna familiarità con internet, secondo quanto riportato dal Dipartimento di Economia, Industria e Commercio in uno studio che mette a confronto le varie Comunità Autonome di Spagna.

I dati sono contenuti nello studio “ECanarias 2018” dell’Agenzia Canaria di Ricerca, Innovazione e Società delle Telecomunicazioni.

Rispetto alla familiarità verso internet, alle Canarie nel 2018 sono state individuate due posizioni contrastanti.

Da una parte si colloca una larga percentuale di persone che non hanno alcun interesse verso questo mezzo di comunicazione e dall’altra chi ne ha moltissimo, secondo quanto riportato in un comunicato del Dipartimento.

Il profilo dell’internauta medio canario è quello di una persona con studi secondari e un’età inferiore ai 54 anni.

Le informazioni sull’utente medio di internet sono state estratte dallo studio sulla società dell’informatica in Canaria 2018 e dai dati sul commercio elettronico nel 2017.


Il profilo demografico e socioeconomico dell’utente della rete canario rappresenta un campione elaborato in funzione degli studi terminati, della situazione lavorativa, delle entrate nette, dell’età, della grandezza del luogo di residenza e del sesso.

Tra i fattori analizzati, l’istruzione continua ad essere quello più determinante.

L’uso di internet varia tra il 15% della popolazione non scolarizzata e il 98% delle persone con titolo professionale o universitario.

L’età, il secondo fattore più importante, è un altro elemento discriminante che fa registrare un 37% di utenti con più di 65 anni e il 100% di utenti tra i 25 e 34 anni.

Il salario rappresenta una differenza di 34 punti percentuali tra gli internauti con entrate mensili più e meno alte, mentre tra lavoratori e disoccupati si registrano sette punti di differenza.

Non si registrano grandi differenze rispetto alla grandezza del luogo di residenza e nemmeno tra uomini e donne.

In confronto al 2017 si apprezza un aumento dell’età media degli utenti che è compresa tra i 35 e i 54 anni e si è registrato un incremento significativo nell’uso di internet da parte delle persone con un’istruzione elementare.

L’uso che si fa di internet nelle Isole è molto simile a quello del resto della Spagna, ad eccezione degli acquisti on line e della richiesta di appuntamenti medici che alle Canarie sono meno frequenti.

Per quanto riguarda la ricerca di informazioni sulla salute, l’ascolto di musica, le operazioni bancarie e le chiamate, l’utente della rete delle Canarie si colloca al di sopra alla media nazionale.

Attività tradizionali come la ricerca di informazioni o l’utilizzo della posta elettronica sono al primo posto tra le attività più comuni seguite dalla visualizzazione di video e dalla partecipazione alla rete sociale.

Nel caso degli acquisti online, l’istruzione gioca un ruolo decisivo nel segnare le differenze con più della metà degli utenti abituali in possesso di un titolo universitario e l’1,5% senza alcun tipo di istruzione.

Le possibilità economiche dell’utente della rete sono un altro fattore importante e si registra un 49% di utenti con entrate maggiori e il 10% con entrate minori.

L’età non risponde allo schema tipico maggior età = minore uso di internet dal momento che anche quest’anno vi è un aumento dell’età compresa tra 35 e 44 anni.

Non sono stati individuati dati significativi in relazione alla grandezza della località di residenza e infine si registrano più uomini che donne tra i compratori abituali.

Nel 2018, l’Istituto Nazionale di Statistica ha effettuato per la prima volta ricerche sull’utilizzo dei servizi della cosiddetta economia collaborativa da parte degli utenti di internet e ha stabilito che il 24,6% degli internauti lo hanno utilizzato per cercare un alloggio e il 10,4% per i trasporti.

In entrambi i casi gli utenti della rete canari risultano sfruttare queste possibilità al di sotto della media nazionale.

Lo stesso Istituto ha anche effettuato ricerche sul telelavoro ed è risultato che solo il 39 % dei canari utilizza questa possibilità contro il 42% della media nazionale.

Claudia Di Tomassi