Modello 720, spazio ai ricorsi?

Bruxelles denuncia la Spagna davanti alla giustizia dell’UE per le sanzioni sproporzionate contro i contribuenti con beni all’estero

La Commissione ritiene che le sanzioni imposte siano “sproporzionate”.

La Agencia Tributaria dovrà difendere la dichiarazione dinanzi ai giudici europei.

La Commissione europea ha deciso oggi di deferire la Spagna alla Corte di giustizia dell’UE per aver imposto “sanzioni sproporzionate ai contribuenti spagnoli per la mancata notifica di beni detenuti in altri Stati membri dell’UE e dello Spazio economico europeo (modello 720).

Attualmente la Spagna impone ai contribuenti residenti di notificare i beni detenuti all’estero, come la proprietà, i conti bancari e le attività finanziarie.

La mancata comunicazione tempestiva e completa di tali informazioni è soggetta a sanzioni più elevate di quelle previste per infrazioni analoghe in una situazione puramente nazionale.


Tali sanzioni possono anche superare il valore dei beni detenuti all’estero.

Ci potrebbero essere più di due milioni di persone che ancora non dichiarano i loro beni all’estero.

Secondo i dati pubblicati da Hacienda, il 25 maggio 2016, a tre anni dalla prima dichiarazione, solo 5.000 persone hanno presentato la denuncia in ritardo, per cui i consulenti fiscali ritengono che potrebbero esserci più di due milioni di persone che ancora non dichiarano i loro beni all’estero. 

La Commissione ritiene che tali sanzioni per il mancato o tardivo rispetto di questo legittimo obbligo di informazione siano sproporzionate e discriminatorie.

Queste sanzioni esagerate potrebbero dissuadere le imprese e i singoli individui dall’investire o dal muoversi oltre frontiera nel mercato unico.

Queste disposizioni sono quindi in contrasto con le libertà fondamentali dell’UE, come la libera circolazione delle persone, la libera circolazione dei lavoratori, la libertà di insediamento, la libera prestazione dei servizi e la libera circolazione dei capitali.

La Commissione europea ha avviato il procedimento di infrazione dell’UE nel novembre 2015 con una lettera di costituzione in mora, seguita da un parere motivato il 15 febbraio 2017.

Poiché la Spagna non si è ancora conformata, la Commissione ha deciso oggi di deferire il caso alla Corte di giustizia dell’UE.

“Un’arma di distruzione di massa”

L’avvocato Alejandro del Campo, che ha presentato la denuncia all’esecutivo comunitario ritiene che “la Commissione Europea ha proposto di porre fine a quest’arma di distruzione di massa che il legislatore ha messo nelle mani del Fisco alla fine del 2012.

Il modello 720 potrà letteralmente porre fine ai grandi truffatori, ma colpirà soprattutto i modesti e distratti risparmiatori e i molti stranieri che hanno stabilito la loro residenza qui e hanno dei beni nei paesi di origine o comunque paesi della UE. 

Del Campo ricorda che “la sentenza della Corte Costituzionale 73/2017 dell’8 giugno 2017 ha annullato il regio decreto legge 12/2012 del 30 marzo, che ha approvato l’ultimo condono fiscale (‘la zanahoria’- la carota) e la Corte di Giustizia dell’UE porrà fine al Modello 720 (‘el palo’- il bastone), introdotto dalla legge 7/2012 del 29 ottobre, che aveva lo scopo di “incoraggiare” ad avvalersi di tale condono.

E conclude che “carota e bastone per la regolarizzazione di questa economia sommersa, è quello che il governo offre”, aveva detto l’allora ministro delle Finanze Montoro nella sessione di controllo al governo del 19 giugno 2012.

Bina Bianchini