Cocaina, alcol, eroina, crack e cannabis sono le droghe più utilizzate dai Canari

Il 49% delle donne curate nell’ambito del Proyecto Hombre erano vittime di violenza machista.

Tra i giovani lo stupefacente più comune è la marijuana.

Le principali sostanze per le quali i Canari sono stati curati nell’ambito del programma della ONG Proyecto Hombre sono la cocaina, l’alcool, l’eroina, il crack, la cannabis e le benzodiazepine secondo quanto riportato nello studio che questa organizzazione ha pubblicato sulle attività del 2018.

Lo studio ha preso in considerazione un campione di 388 adulti, 108 famiglie e adolescenti afferenti alle unità di Proyecto Hombre alle Canarie.

Il Presidente per le Canarie della Ong, Antonio Hernandez, durante la presentazione ha esposto che attualmente c’è una ripresa del consumo di eroina che invece di essere iniettata viene sniffata dissimulandone l’uso.

L’alcool è la droga più diffusa e si è creato un aumento dell’uso di quest’ultimo tra le donne.


Sono sempre più preoccupanti le ludopatie e l’uso delle slot machines, accessibili a tutti, anche ai minori attraverso i cellulari.

Secondo Hernandez il problema su cui focalizzare l’attenzione non è la sostanza o il gioco in se stesso, ma la persona che si trova dietro.

Nel caso degli adolescenti, l’età in cui iniziano a fare uso di queste sostanze è intorno ai 14 anni e provengono da famiglie monoparentali.

Fra i giovani il consumo di cannabis a livello giornaliero è al 95%, settimanale nel 75% dei casi, seguito da alcool e psicofarmaci.

Tra gli adulti il 47% degli uomini consuma cocaina, seguita da eroina (15%), mentre tra le donne la sostanza più usata è la cocaina con il 24%, seguita da alcool e crack con il 22%.

Lo studio riporta che il 69% delle persone che hanno richiesto supporto nel 2018 presentavano una situazione di policonsumo e il 45% era consumatore quotidiano con età di inizio intorno ai 20 anni.

Il 61% degli utenti era disoccupato (tra le donne il 72%), con un livello di studio fermo alla scuola primaria per il 29%, all’ESO per il 31,4% e al Bachillerato per il 17%.

Solo il 7% aveva concluso studi superiori e il 1% era totalmente non scolarizzato.

E’ impressionante che il 49% delle donne prese in carico dal progetto siano state vittime di violenza machista e che l’11% aveva una disabilità.

Il 18,5% si trovava in una condizione di esclusione sociale o a rischio e il 25% delle persone aveva una causa penale in corso.