La mia musica esce da sola

Maru Cabrera in un concerto di beneficenza all’Auditorio de Jameos del Agua. (Foto ©David GP)

La mia musica esce da sola

Cantautrice, fotografa, scrittrice.
Maru Cabrera racconta la sua Lanzarote.

Con la musica ci fa passare tra lava e mare, posti vissuti da bambina e quelli che, dopo aver studiato fuori dall’isola, ha ritrovato tornando a vivere qui.

di Francesco Petruccioli

Cosa rappresenta per te Lanzarote?
Lanzarote è la mia casa.
Il luogo dove sono nata e cresciuta. Ho iniziato ad apprezzarla enormemente durante il periodo di studio fuori dall’isola. Da allora la venero ancora di più. È il posto in cui lavoro e lavoro proprio per Lanzarote. Non lo nego, per me è una fonte interminabile di ispirazione. Questo angolo di terra è natura e arte in costante trasformazione. Non c’è un giorno in cui la luce e il paesaggio sono uguali.

Un luogo di Lanzarote a cui sei legata?
L’isola non mi stanca mai. Però non nascondo che i miei legami emotivi germogliano nella zona di Tinajo, La Santa, Soo y La Caleta de Famara. La mia famiglia viene da lì e lì mi hanno cresciuta felicemente in armonia con il mare.


Hai mai suonato la chitarra, da sola, circondata dalla lava?
Ho suonato la chitarra circondata dalla lava ma sempre in compagnia. Ti assicuro che i momenti di solitudine e di musica mi piace viverli in casa.

Cosa vuoi raccontare con la tua musica?
Non ho mai avuto intenzione di raccontare qualcosa, anche se alla fine succede. La mia musica nasce da impulsi emotivi, quelli che non posso esprimere in nessun altro modo. Non c’è un messaggio intenzionale. Esce da sola.

Foto ©David GP

Di cosa parlano i tuoi testi. C’è un argomento che ti sta più a cuore raccontare?
Gli argomenti delle mie canzoni arrivano dal cuore. Quello che provo durante il componimento passa, però le canzoni rimangono per sempre, per questo le custodisco tutte con un affetto speciale. Parlo spesso di momenti che sono stai difficili per me, di amore, di cuori infranti, di riflessioni sulla vita…

Come è nata la tua band?
Il gruppo è nato per la necessità di suonare ai concerti in spazi più grandi. La verità è che mi sento a mio agio con tutti i musicisti, abbiamo dato vita a una buona famiglia. L’energia è fondamentale quando c’è da suonare e con loro la sento.

La tua arte va oltre le parole e la musica. Sei anche fotografa. C’è un filo conduttore tra musica e fotografia?
Mi piace molto la fotografia, il video, la scrittura… sono una fonte grande di espressione e creatività. Nutro una grande passione per queste forme espressive. Non sono fotografa professionista. Però sì, credo ci siano elementi che collegano tutte questi canali: l’inquietudine creativa e il bisogno di esprimerla.

C’è uno spazio dedicato alla musica cantautorale qui sull’isola?
Ci sono moli spazi nell’isola dove si suona musica dal vivo ed è possibile trovarne anche per la canzone d’autore. Però, credo che effettivamente dovrebbero essercene di più per questo genere. L’anno scorso ho avuto la fortuna di partecipare alla rassegna di cantautori “Patios encantados” a Gran Canaria. Una iniziativa che mi sembra ammirevole.

Cosa faresti per diffondere la cultura musicale a Lanzarote?
Le mie canzoni iniziarono a girare grazie a un concorso di demo. Questo tipo di proposte o concerti a tema, come quello che ti dicevo di Gran Canaria, può incoraggiare chi ha talento a esporsi per far scoprire le proprie composizioni; e, ovviamente, il pubblico le può ascoltare.

Quando possiamo vederti in concerto a Lanzarote?
In questo momento ho iniziato a lavorare alla registrazione del mio primo disco. Penso sia arrivato il momento di fermarsi e di ordinare casa. Con il gruppo ci prenderà molti mesi di lavoro e significa che saremo totalmente immersi in questa nuova esperienza.

La tua playlist ideale in 9 canzoni.
Ti dico le ultime nove tracce che ho ascoltato:

1. Tú me acostumbraste – Chavela Vargas
2. Carta – Silvana Estrada
3. Nana triste – Natalia Lacunza y Guitarricadelafuente
4. Fui a buscar el Sol – María Rodés y The New Raemon
5. Vértigo – Pedro Pastor y Suso Sudón
6. Costa de Oaxaca – Leiva
7. Bonita – Mon Laferte
8. Canela en rama – El Kanka
9. No hay tanto pan – Silvia Pérez Cruz

Grazie per il tempo che ci hai dedicato. Grazie per gli spunti di riflessione. Quando uscirà il disco ci metteremo comodi e lo ascolteremo seduti sul ciglio di un vulcano a Tinajo, su una panchina a La Santa, all’eremita di Soo o a Famara. Play.