Conducenti pazzi, potenziali assassini estivi

DGT prevede 90 milioni di spostamenti in Spagna tra luglio e agosto.

Con l’arrivo dell’estate, i rischi sulle strade spagnole si moltiplicano.

L’alto tasso di spostamenti aumenta le possibilità di assistere a innumerevoli comportamenti sconsiderati al volante.

Conducenti e passeggeri senza cintura di sicurezza, che usano il telefono cellulare al volante, che mangiano mentre guidano, minori sui sedili anteriori non in sicurezza.

Sono numerosissime le infrazioni commesse in tutto il paese.

Nel 2018, le autostrade spagnole hanno registrato 1.806 vittime, un calo dell’1% rispetto al 2017, ma comunque ancora una cifra eccessivamente alta.


Per fascia d’età, i maggiori miglioramenti nei dati sulla mortalità in auto riguardano gli utenti della strada di età compresa tra i 25 e i 34 anni e tra i 55 e i 64 anni.

Per gli ultrasessantacinquenni invece la situazione è opposta, con un aumento del 7% del numero di morti al volante.

Le distrazioni alla guida, il consumo di alcool e droghe e l’eccesso di velocità sono alcune delle principali cause di incidenti mortali.

La Direzione Generale del Traffico stima che tra luglio e agosto ci saranno 90 milioni di spostamenti sulle strade spagnole, in coincidenza con le operazioni di partenza e ritorno dalle vacanze.

Un tale numero di movimenti moltiplica notevolmente le possibilità di subire qualche tipo di incidente al volante.

Nonostante le continue campagne di sensibilizzazione, ci sono ancora persone che commettono irregolarità quando si trovano in auto.

Sia come conducente che come passeggero, l’importanza di rispettare le norme di sicurezza è estrema e per vedere i rischi che si corrono, basta passare attraverso i social network della DGT, dove si possono scoprire dei veri pazzi al volante.

In un solo fine settimana, la DGT ha contato 161 bambini sistemati in auto senza alcun sistema di ritenuta.

Anche gli animali domestici devono essere assicurarti con le misure di protezione adeguate.

Lasciare un animale domestico libero all’interno del veicolo può causare un incidente.

I conducenti sembrano essere instancabili nel commettere infrazioni.

Ci sono stati casi di trasportatori che, appoggiandosi al volante, si occupavano delle pratiche burocratiche sparse sul sedile, distogliendo gli occhi dalla strada per depositarla su fatture e ricevute.

Un’irresponsabilità a cui si aggiungono coloro che credono che le strade siano circuiti, e sono stati in grado di raggiungere 235 chilometri orari.

Un altro caso è quello dei conducenti che, con condizioni meteorologiche avverse, che premono sull’acceleratore ed eseguono manovre pericolose, mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri.

E’ risaputo che, per uscire da una strada, è necessario immettersi nella corsia di destra, indicare la manovra in anticipo e spostarsi il prima possibile.

Anche se ne siamo consapevoli, c’è chi sceglie di attraversare linee continue e tratteggiate partendo direttamente dalla corsia di sinistra.

Anche i passeggeri fanno degli errori, come non accorgersi che non indossano la cintura di sicurezza, o mettere i piedi sul vano portaoggetti del veicolo.

Inoltre, ci sono quei conducenti che preferiscono non fare soste per guadagnare tempo e mangiano durante la guida, riducendo l’attenzione che prestano alla strada.

La lista delle violazioni è quasi infinita.

C’è chi esce di casa in fretta e si lava i denti all’interno dell’auto; chi lascia l’autostrada attraversando linee continue e mettendo in pericolo la propria vita e quella di altri automobilisti; chi lascia il volante per parlare al telefono o pettinarsi; chi sorpassa quando non si dovrebbe, chi fa retromarcia in autostrada perché si ha saltato l’uscita.

Tuttavia, il massimo dell’irresponsabilità degli adulti si riversa sui bambini.

Tenerli in grembo o senza cinture di sicurezza non sono opzioni da prendere in considerazione, tantomeno lasciare il volante per battere le mani mentre si canta e si gioca per intrattenerli.

Sono distrazioni molto più comuni e cariche di conseguenze di quanto si possa pensare.

Claudia Di Tomassi