Il misterioso e drammatico disastro navale della Valbanera

Il misterioso e drammatico disastro navale della Valbanera

Scomparsa nelle acque dei Caraibi con 488 persone a bordo

Si celebra nel 2019 il centenario dal maggior disastro navale spagnolo in epoca di pace, quello della Valbanera, affondata a 40 miglia a ovest di Key West, in acque caraibiche, e ancora oggi lì sepolta insieme ai suoi 488 passeggeri.

Valbanera era una nave passeggeri spagnola, costruita dalla Charles Conell Company di Glasgow nel 1906; lunga 399,7 piedi, con un albero maestro di 48 e con un peso lordo di 499 tonnellate, la nave incontrò un terribile uragano nel settembre del 1919, mentre era in rotta per Cuba.

L’ultima volta che venne avvistata stava tentando di raggiungere L’Avana ed era il 12 di settembre, poi scomparve, senza alcun messaggio SOS e senza alcuna risposta alle chiamate successive.

Valbanera, di proprietà della compagnia Pinillos, Izquierdo y Compañía che a inizio secolo aveva trasportato migliaia di emigranti spagnoli in America, semplicemente affondò senza lasciare superstiti e in circostanze che tutt’oggi rimangono poco chiare.


Il tragico destino della nave iniziò un mese prima circa, il 10 di agosto, quando dopo diversi rinvii e l’accurato controllo delle scialuppe di salvataggio, salpò finalmente da Barcellona, fermandosi successivamente a Valencia e, il 13 dello stesso mese, a Malaga, dove imbarcò un carico di olive, noci e vino.

Ripartì la sera stessa verso Cadice, giungendo a Gran Canaria il 17, dove prese a bordo 251 passeggeri (259 secondo altre fonti), dei quali almeno 10 provenienti da Las Palmas, 28 da Telde, 13 da Santa Brigida, 23 da Vega de San Mateo, 18 da Arucas, 27 da Teror, 12 da Valsequillo, 8 da Valleseco e 3 da Tejeda.

Il 18 agosto fece sosta a Santa Cruz de Tenerife, caricando altri 212 passeggeri, e nelle acque della baia di Tenerife si rifornì di carburante, carbone, acqua e provviste fresche.

L’arrivo nell’Arcipelago venne annunciato con grande clamore, visto che la compagnia era nota per offrire traversate a prezzi molto economici, pur mettendo a disposizione servizi moderni e di qualità.

Prima di procedere alla traversata dell’Atlantico, altri 106 passeggeri salirono a bordo a Santa Cruz de La Palma, l’ultimo scalo in Spagna, dove, stando alle cronache dell’epoca, avvenne un fatto considerato di cattivo auspicio dai marinai: la perdita dell’àncora.

La maggior parte dei passeggeri della Valbanera erano persone umili, migranti in cerca di un futuro migliore di quello prospettato sulle isole e provenienti da un’epoca particolarmente difficile e misera.

I registrati ufficialmente furono 488, equipaggio incluso, ma tra clandestini e soldati imbarcati all’ultimo momento, il totale delle persone potrebbe essere stato tra i 1.700 e i 2.000 individui.

Dopo essere arrivata a San Juan de Puerto Rico, la Valbanera si diresse verso Santiago de Cuba, dove lasciò a terra 742 (fortunati) passeggeri, tra questi 27 provenienti da Teror, che o fuggirono o persero l’imbarco per aver sostato troppo a lungo nei bar del porto.

Solo coloro in cerca di lavoro rimasero a bordo, navigando verso L’Avana, senza mai più rimettere piede a terra.

Il capitano della Valbanera chiese il 9 di settembre di poter entrare nel porto di L’Avana, permesso negato a causa di un uragano; la nave, secondo le ricostruzioni, si avventurò quindi nel mezzo della bufera, incagliandosi nelle sabbie mobili della costa cubana, vicino alla Florida, appoggiandosi sul lato di dritta prima di venire inghiottita da onde impetuose, che la trascinarono via affondandola in pochi minuti.

Il giorno successivo non rimase traccia della nave e dei 488 passeggeri e solo il 23 di settembre venne data la notizia della scomparsa.

Negli stessi giorni un gruppo di sommozzatori individuò il relitto a 40 miglia circa da Key West, ma nessuna traccia dei passeggeri.

La Asociación Canaria de Cultura Marítima, Museo Elder e il Gobierno de Cuba stanno collaborando per realizzare un evento in memoria del disastro della Valbanera, che paradossalmente fu il più grave e insieme il più dimenticato, nonostante abbia ispirato niente meno che Ernest Hemingway nella stesura di After the Storm, il racconto breve facente parte dell’antologia The Fifth Column and the First Forty-Nine Stories (I quarantanove racconti edito da Einaudi nel 1946).

Il recupero del relitto della Valbanera, che i vecchi marinai chiamano la nave fantasma delle sabbie mobili, fin da subito apparì complesso e difficoltoso e fino a oggi i problemi economici hanno impedito qualsiasi operazione.

Nel silenzio degli abissi, adagiato sul fondo e attorniato da squali e barracuda, la Valbanera e oltre 400 canari riposano da quasi un secolo.

Magda Altman