Giuliano Costalunga: ora un protagonista vincente

Qualche giorno fa ho sentito il suono del mio telefonino che mi avvertiva dell’arrivo di un messaggio. Stavo preparando la prova scritta per un esame di matematica alla Facoltà di Economia e Commercio dell’“Università La Sapienza” di Roma. Non volevo interrompere il lavoro, però alla fine la curiosità ha prevalso. Era un messaggio di Julián Costalunga del quale avevo parlato nei due precedenti numeri. Un messaggio scritto in spagnolo che esprimeva tutta la sua felicità per il realizzarsi del suo sogno: il riconoscimento da parte della Chiesa Cattolica Progressista e la sua relativa incardinazione e l’apertura della missione italo-spagnola a nome della Chiesa Cristiana Vetero Cattolica.

Mi pare doveroso, dopo anni di dura lotta e sofferenze interiori, riportare le sue parole, mi perdoni Julián se la mia traduzione non è perfetta. Nel suo messaggio Julián dice:

Ora è giunto il momento di rendere ufficiale una notizia che mi rende felice e che, credo, renderà sicuramente felici molti di voi. D’altra parte, tuttavia, sono anche sicuro che coloro che non mi hanno mai accettato potranno, ancora una volta, gettarsi a capofitto nella putrida melma della critica esacerbata e distruttiva in cui sono abituati a nuotare.

In quest’ultimo anno ho imparato ad accettare che, con la loro stessa decisione autodistruttiva, ci possono essere persone che rifiutano di vedere nuovi orizzonti, preferendo il tipico oscurantismo di coloro che non vogliono interrogarsi, non vogliono crescere e aprire gli occhi.

Tutto questo, purtroppo, sta testimoniando anche come  vivono molti ministri cattolici (vescovi, sacerdoti, laici). Da quella realtà cattolica romana, SONO STATO CACCIATO perché, sposando Paolo, ho reso pubblico il mio essere prete, felicemente omosessuale, dopo anni di tormento interiore e autodistruzione. Ora mi sento onorato di non far parte di quella realtà distruttiva e distante della gente.


NON HO MAI LASCIATO LA CHIESA CATTOLICA (che significa “universale”). Ma, mai più, sono disposto ad accettare il suo significato legato alla parola ROMANA.

Non potrò mai identificarmi di nuovo in tutto questo.

CONTINUERÒ, PERTANTO, AD AMARE LA CHIESA CRISTIANA NELLA SUA REALTÀ VETERO CATTOLICA, COME MISSIONE EUROPEA della splendida realtà ecclesiale CATTOLICA PROGRESSIVA (https://mypcc.org/), in divenire,  inclusiva, che sa dare il benvenuto, che sa ABBRACCIARE, che sa accettare per amore del Vangelo.

Nuovi orizzonti si stanno aprendo per il mio ministero pastorale qui a Gran Canaria.

«Puoi rappresentarci come preti […] attraverso la nostra missione in Italia e in Spagna.

Il nostro viaggio inizia! In Cristo ».

INIZIA UN NUOVO VIAGGIO, insieme ad altri confratelli.

A loro dico: è un onore per me farlo insieme a voi; sono a Gran Canaria, l’isola che rende l’inclusione la sua ragione di vita, altri in Portogallo e alcuni anche in Italia. Ma lo sappiamo bene: lo Spirito abbatte tutte le barriere.

ONORATO DI TORNARE A SERVIRE, ONORATO DI POTER AIUTARE.

Queste sono le parole scritte da Julián di getto dopo aver ricevuto la lettera di incardinazione e concessione delle relative facoltà  nella Chiesa Cristiana Vetero Cattolica, attraverso la missione italo-spagnola della Chiesa Cattolica Progressiva che riportiamo qui di seguito.

di Stefano Dottori