Genovesi, i primi coloni nelle Isole Canarie

Immagine dal sito www.giuntafilippo.it

Tra i primi coloni delle Isole Canarie, i genovesi, erano proprietari di piantagioni di canna da zucchero e di impianti per la lavorazione dello zucchero.

Portavano la bandiera di San Giorgio, loro patrono, anche sulle navi che trasportavano il traffico nel monopolio dello zucchero tra le Isole Canarie e i porti del nord Europa, soprattutto quelli fiamminghi.

I genovesi continuarono a stabilirsi e a confermare la loro situazione predominante durante i secoli XV e XVI.

Nel secolo scorso si era consolidata la posizione economica degli indigeni liguri nei settori del commercio, dell’agricoltura e della navigazione.

Non possiamo dimenticare la posizione privilegiata dei banchieri, mercanti genovesi a Lisbona e Siviglia sempre alla ricerca di nuovi fronti commerciali, ampliando i loro obiettivi, hanno trovato nelle Isole Canarie una terra fertile, per questo mandavano i loro figli e la famiglia per l’apertura di nuove imprese.

Operavano con Cádiz, Sanlúcar, Barcellona, essendo loro proprietari agricoli, banchieri, agenti di aziende mercantili, destinatari, una caratteristica della loro mobilità geografica, come indica il professor Manuel Lobo Cabrera.


La posizione dell’Arcipelago, la sua importanza come punto di partenza, con la “spinta” degli alisei, fece di queste isole un importante punto di scambio commerciale, con il ruolo principale dei genovesi, che in molti casi furono nazionalizzati spagnoli.

Per far funzionare questo circolo economico, sono state create società mercantili in cui i partner risiedevano in porti diversi, agendo come dipendenti degli stessi e con poteri di rappresentanza. Conoscevano la lingua del luogo in cui lavoravano, dovevano conoscere i beni trattati e fondamentalmente le conoscenze contabili per la gestione economica.

In un censimento effettuato a Gran Canaria sulla base di protocolli notarili, vi erano 302 persone che commerciavano tra le Isole Canarie e l’Europa, di cui 117 stranieri e 57 genovesi.

Allo stesso tempo, a Cadice, i commercianti e i destinatari genovesi rappresentavano il 30% del totale.

In questa terra, i matrimoni sono stati organizzati per salvaguardare eredità, proprietà, diventando una colonia di grande importanza nella vita economica e sociale.

Un esempio di quanto sopra è che nella chiesa di San Francisco de Asís a Las Palmas, si può ancora ammirare un altare dove si celebravano le loro funzioni, pagando la colonia genovese al cappellano, con il diritto di patrocinio e sepoltura.

Molti cognomi nel tempo si erano “ispanizzati” e come nota curiosa segnaliamo che il cognome Zoagli è diventato Azuaje; Franchi, Franquiz o Franquez; Spinola in Espíndola; Pinelli in Pinelo; Lercari in Lercaro.

Alcuni di questi cognomi sono stati persi o sono stati castellanizzati in modo tale che oggi passano totalmente inosservati.

Un cognome prestigioso e molto conosciuto nella nostra città di Las Palmas è quello di Cairasco.

Don Bartolomé Cairasco de Figueroa, principe della letteratura, famiglia genovese e portoghese, cercando di mettere a fuoco la sua figura, per caso ho trovato un paese chiamato CARASCO nella regione Liguria, provincia di Savona e uno dei suoi quartieri porta il nome RIVAROLA, che nelle Isole Canarie questo cognome è conosciuto come RIVAROL, RIBEROL o RIBAROLO.

Possiamo pensare che queste famiglie provengano dalla zona summenzionata e che avessero un cognome in base alla loro origine geografica?

Lasceremo le domande agli storici.

In questo contesto c’era in bilancio l’apertura di un consolato della Serenissima Repubblica di Genova, che non solo avrebbe agito, difeso, protetto gli interessi dei genovesi nelle Isole Canarie, ma essendo le Isole, un punto geografico in mezzo all’Atlantico dove le navi si fermavano direttamente dal nuovo mondo, avrebbero portato, oltre alle tante e varie merci, anche notizie.

L’ufficio consolare iniziò la sua attività nel 1710, il 3 aprile, inviando rapporti sulla vita quotidiana, fatti, eventi, informazioni sull’arrivo delle navi, quarantene, ecc. fino al 1722.

Questi scritti si trovano attualmente nell’Archivio di Stato di Genova in una cartella intitolata: “Lettere consolari. Laguna di Teneriffe-África. Isole Canarie”.

Un ringraziamento personale al mio caro amico, il professor Sandro Pellegrini, per i suoi studi sui genovesi alle Canarie e per l’importante aiuto dato.

Carlos De Blasio
Console Onorario di Gran Canaria