La Graciosa, ottava isola e capitale dell’arcipelago Chinijo

Durante l’anno circa 250 mila turisti visitano l’isola de la Graciosa che conta poco più di 700 residenti.

La Graciosa, con i suoi 27 kmq, ha di recente raggiunto il riconoscimento di ottava isola abitata dell’Arcipelago Canario.

La legge di riforma dello Statuto di Autonomia delle Canarie del novembre 2018 ha riconosciuto La Graciosa come parte delle Canarie e ha risposto ufficialmente alle istanze che i residenti avevano mosso nel 2013.

La Graciosa è diventata l’ottava isola spodestando il Venezuela, simbolicamente segnalato dal giornalista Ernesto Salcedo.

Ogni anno circa 250 mila visitatori arrivano a La Graciosa che ha la massima altitudine a Las Agujas 216 m e 700 residenti.  L’isola si è dotata di servizi di base gestiti dall’Ayuntamiento de Teguise.

Il periodo natalizio, la Settimana Santa e l’estate sono i periodi con il maggior numero di arrivi, con il conseguente aumento della domanda di alloggi.


In queste date nelle case costruite nella Caleta del Sebo e Pedro Barba, costruite per lo più negli anni ’60, si radunano proprietari e ospiti.

La Graciosa è stato il primo angolo di Canarie a vedere l’arrivo dei normanni.

La spedizione di Juan Bethencourt nel 1402 vi si fermò per 5 giorni prima di proseguire per Lanzarote.

Questo ha determinato che la Graciosa passasse alla storia, secondo quanto ricorda Francisco Hernandez, cronista ufficiale di Teguise, come punto di sbarco.

Anni dopo l’ingegnere cremonese Leonardo Torriani (1559- 1628) la menziona come “graziosissima alla vista sia per la forma sia per le caratteristiche del luogo e per questo fu denominata La Graciosa da Letancurt “(sic).

Torriani aggiunge alla descrizione che l’isolotto non ha né acqua né alberi e nemmeno animali selvatici (come descrisse Plinio), ma solo conigli liberati dai cristiani così come nelle altre due isole Alegranza e Montaña Clara.

Nel testo di Torriani si scopre che a volte gli abitanti di Lanzarote vi lasciavano le capre e le pecore e quando si erano riprodotte le andavano a riprendere per venderle a Tenerife o a Gran Canaria.

La Graciosa rimase disabitata fino a metà del XIX secolo quando era un occasionale punto di approdo per i pescatori che lavoravano lungo la costa.

Alexander Von Humboldt arrivò a La Graciosa 220 anni fa, il 18 giugno del 1799 a bordo della corvetta Pizarro.

Fu il primo contatto tra il prussiano considerato un decano della geografia botanica e della vulcanologia scientifica. Vi giunse nel suo giro verso l’America e alla volta di Tenerife dove raggiunse la vetta del Teide.

Humboldt era accompagnato dal botanico francese Aimè Bonpland.

Insieme visitarono la piccola isola ricavandone impressioni differenti secondo quanto segnala Arnoldo Santos.

Geroge Glass visitò l’isola nella seconda metà del XVIII secolo e nella sua opera dal titolo “The history of the discovery and conquest of the Canary Islands”, pubblicata nel 1764, suggeriva la costruzione di uno stabilimento per la salatura del pesce.

La stessa proposta fu ripresa anni dopo da Baker Webb e Sabin Berthelot che, dopo aver visitato il territorio nel 1829, confermarono che l’isola era adatta ad uno stabilimento di salatura del pesce.

Nel 1852 Rafael Cappa Maqueda chiese i permessi per costruire tale impianto di cui inizialmente sarebbe stata responsabile la Rafael Cappa & Co. nella quale compariva anche lo statunitense Eduard Belkanap Hodges.

Il progetto non venne realizzato e nel 1861 il Ministero della Marina rilasciò delle concessioni che diedero il via alle prime costruzioni con lo stanziamento della popolazione che gli attuali cognomi ancora richiamano, e alla suddivisione del territorio per l’impianto di coltivazioni.

Da allora in poi non sono mancati progetti di sviluppo, alcuni pretenziosi, altri con approccio meramente turistico come la proposta di costruire una teleferica con Famara.

La Casa de Los Ingleses, di Patrick e Silvia Shield, professori di Oxford, fu costruita nel 1967 utilizzando materiale locale e mostra il processo di mimetizzazione con lo spazio circostante, un modello che si spera venga portato avanti.

Il paradiso della serenità che raccontò Ignacio Aldecoa (Parte de una Historia) è comodamente raggiungibile da Orzola.

Il visitatore sbarca nel porto della Caleta del Sebo dove trova subito le migliori proposte per fare sport, cicloturismo o per vistare il Parque Natural de Archipielago de Chinijo o la Reserva Marina.

Le proposte sono varie e durante l’anno si susseguono presentazioni, incontri, celebrazioni e, nel fine settimana specialmente, attività sportive.

Ogni anno a luglio i Toledo, una grande famiglia che ha come riferimento Doña Concha, celebrano durante la festa patronale del Carmen, la tradizionale Parrandera.

Quest’anno hanno anticipato le celebrazioni partecipando come ospiti d’eccezione al XLV Festival de las Islas di Los Realejos, che per la prima volta ha incluso anche La Graciosa.

Claudia Di Tomassi