Preoccupazione nel settore alberghiero per il calo del turismo nelle isole

La direzione di Ashotel propone che le Isole Canarie siano una destinazione sostenibile e sta preparando la costruzione di un impianto fotovoltaico a Tenerife per ridurre l’impatto ambientale.

Gli albergatori di Tenerife (Ashotel) e l’Alleanza per l’Eccellenza nel Turismo (Exceltur) hanno mostrato preoccupazione per il calo del turismo che inizia a verificarsi nelle Isole Canarie, soprattutto nelle isole orientali e nei mercati della Germania e dei paesi nordici.

Sulla stessa linea Exceltur che, durante la presentazione del barometro sulla redditività e sull’occupazione nelle prime cento destinazioni turistiche spagnole, ha evidenziato le buone prestazioni delle destinazioni urbane e la caduta di quelle vacanziere.

Una battuta d’arresto che è particolarmente evidente nelle destinazioni più dipendenti dalla domanda estera, in particolare le Isole Canarie.

Jorge Marichal, presidente di Ashotel, ha sottolineato che l’unico modo per invertire questa situazione è scommettere sulla sostenibilità sia della destinazione che dell’infrastruttura alberghiera.

Secondo l’imprenditore essere la prima destinazione che può certificare che gli hotel consumano solo energia pulita avrebbe molta più penetrazione di qualsiasi campagna di marketing.


Questa, inoltre, a suo parere, sarebbe l’ultima l’occasione per far sì che il turismo continui ad essere il motore economico dell’Arcipelago.

Per questo motivo, Marichal ha approfittato dell’incontro per annunciare che si sta già lavorando al progetto per la costruzione di un impianto fotovoltaico a Tenerife per fornire energia pulita al maggior numero possibile di strutture alberghiere.

La preoccupazione per la sostenibilità è uno dei fattori che comincia ad avere importanza tra i visitatori, soprattutto quelli provenienti dai paesi nordici, molto sensibili agli effetti delle attività umane sull’ambiente.

L’idea degli albergatori è quella di costituire una associazione temporanea di imprese (UTE) per costruire un impianto fotovoltaico su un terreno industriale o agricolo autorizzato, di circa 200.000 metri quadrati che produrrebbe l’equivalente del consumo dei soci.

Gli hotel di Tenerife consumano circa 50 megawatt e la produzione dell’impianto fotovoltaico verrebbe distribuita direttamente alle strutture a seconda della distanza, o verrebbe riversata nella rete e compensata.

L’installazione di un impianto fotovoltaico esterno sarebbe un’alternativa migliore che occupare i tetti e le terrazze degli alberghi con pannelli, in quanto sono aree preziose per altre attività ricreative.

Marichal ha riferito di aver chiesto aiuto al governo delle Isole Canarie per lo sviluppo del progetto

e ha aggiunto che la sostenibilità è una richiesta dei clienti che le Canarie, come destinazione turistica, devono anticipare.

Il fatto che i visitatori sappiano che l’impatto ambientale della loro presenza viene compensato, è molto importante e gli verrà dimostrato soggiornando negli hotel di Tenerife, che sarà la prima destinazione a garantire che l’energia consumata abbia origine verde e locale.

Ma la sostenibilità della destinazione non consiste solo nel consumo di energia, ma anche nel garantire che le acque reflue non vengano scaricate in mare.

Gli imprenditori chiedono ai consigli comunali di ridurre le tasse per la depurazione e per la raccolta della spazzatura, a seconda del riutilizzo che si fa dell’acqua o del volume dei rifiuti, favorendo il riciclo, il trattamento e il riuso.

Secondo i dati di Ashotel, il buon momento del turismo degli ultimi anni nelle Isole Canarie ha portato l’occupazione in alberghi e appartamenti turistici da circa 56.000 unità nel 2015 a 68.000 nel primo trimestre del 2019, con una crescita del 21,1%.

Avverte poi Ashotel che la proliferazione deregolamentata delle case vacanza può essere una minaccia per l’occupazione e l’economia delle Isole.

Il fenomeno non è più un problema di concorrenza con le strutture alberghiere, ma è un problema sociale per i lavoratori che, sempre più spesso, devono cercare un alloggio più lontano dal luogo di lavoro.

Questi spostamenti contribuiscono al collasso delle strade nel sud di Tenerife, che a loro volta influenzano l’esperienza turistica dei visitatori e il degrado della destinazione.

Marichal ha chiesto a questo proposito, un regolamento specifico perché si potrebbe creare un serio problema di occupazione, soprattutto per gli appartamenti turistici.

La domanda che egli pone è perché un imprenditore che ha 80 posti letto in appartamenti turistici, non possa chiedere, come è suo diritto, il permesso al Cabildo, licenziare tutti i dipendenti, chiamare un’impresa di pulizie e trasformare la struttura una casa vacanza.

La risposta è stata che in questo momento potrebbe essere fatto, ma che spera non accada, altrimenti molti lavoratori finirebbero per strada.

Di recente l’Associazione Canaria di Case Vacanza (Ascav) ha denunciato che il Cabildo de Tenerife, pochi giorni dopo la sua formazione, ha lanciato un’offensiva per rimuovere il maggior numero possibile di case vacanza dal registro turistico generale.

Secondo la denuncia Ascav, il Cabildo sta inviando lettere ai proprietari di tutte le case vacanza registrate dal 2015 che richiedono una classificazione che, naturalmente, non è applicabile entro un periodo di soli 10 giorni.

Gran parte dei comuni, infatti, non ha registri di attività per le case vacanza e anche se i proprietari chiedono la registrazione, le risposte comunali sono evasive e incerte.

In questo momento, a Tenerife ci sono 12.696 case in offerta, di cui 4.464 sono registrate, il che significa che solo il 35% delle case sono dichiarate. Il restante 65% non compare, anche se viene offerto.

Victoria Lopez, vicepresidente di Ashotel, ha detto che nel sud dell’isola ci sono mezzo milione di viaggi giornalieri in auto, e fino a 135.000 solo tra Adeje e Arona, che provocano ingorghi importanti.

Ci sono difficoltà a trovare persone preparate, specialmente nelle lingue, e questo contribuisce al caos del traffico in tutta l’isola.

Ha denunciato la mancanza di investimenti evidenti nella mobilità in una zona in cui ci sono 280.000 residenti e quattro milioni di turisti all’anno, ha chiesto, quindi, per il sud di Tenerife un aeroporto in buone condizioni e che l’Hospital del Sur sia terminato una volta per tutte.

Victoria Lopez ha avvertito che se i problemi non verranno risolti il sud di Tenerife potrà passare da destinazione turistica matura ad una destinazione turistica esaurita.

A questo proposito, ha chiesto alle amministrazioni comunali di adoperarsi per investire nel turismo e rendere l’isola una destinazione sostenibile e tecnologicamente avanzata e al governo da poco insediato di continuare a lavorare per il turismo.

Franco Leonardi