Le Isole Canarie garantiranno i collegamenti aerei con una compagnia o con l’altra

La pubblica amministrazione cercherà non solo di recuperare, ma anche di aumentare, i posti che si sono persi negli ultimi mesi a causa della cessazione delle attività delle compagnie aeree che operano nell’Arcipelago.

Le Isole Canarie garantiranno, con una compagnia o con l’altra, i collegamenti aerei secondo i parametri e le compensazioni consentiti dalla legge.

Questo è quanto concordato dal governo delle Canarie e dai Cabildos di Tenerife, Gran Canaria, Lanzarote e Fuerteventura, in un incontro nel quale si è fissato per settembre lo svolgimento di un nuovo vertice tra il governo regionale e Fecai per affrontare la questione.

Il capo del Governo, Angel Victor Torres, ha sottolineato che la comunità delle Canarie non ha alcuna comunicazione ufficiale sulla chiusura delle basi della Ryanair nelle Isole.

Torres si è rivolto alla compagnia aerea per avere indicazioni dirette su questo argomento che riguarda i lavoratori e il flusso di turisti verso l’Arcipelago.


Per valutare l’impatto che la chiusura di queste basi potrebbe avere e per conoscere le preoccupazioni dei lavoratori legati a Ryanair nelle Isole, l’assessore regionale al turismo, Yaiza Castilla, ha ricevuto a Gran Canaria i rappresentanti del sindacato degli OSU.

Riguarda alla possibilità che anche la Norwegian possa chiudere le sue basi nelle isole Canarie, Torres ha insistito sulla posizione concordata da tutte le amministrazioni delle Isole interessate, che consiste nel fare in modo che nemmeno un singolo spazio aereo nelle Isole venga ridotto.

Castilla ha sostenuto l’elaborazione di potenti strategie di promozione turistica per cercare di recuperare il declino registrato dal mercato tedesco, il secondo più importante per l’Arcipelago, e anche per cercare di attrarre nuovi visitatori stranieri.

Il segretario dell’Organizzazione della sezione sindacale dell’USO a Ryanair, Jairo Gonzalo, ha riportato che la connettività aerea delle Isole Canarie non è garantita se nessuna compagnia opera con base nelle Isole, come fa Ryanair.

Il rappresentante sindacale ha ribadito che è impossibile garantire le stesse rotte con meno aerei e teme che, se Ryanair rimuove le sue basi nelle Isole Canarie, i collegamenti tra Tenerife Sud con Vitoria e Santander non saranno garantiti, perché il volo da Tenerife scomparirebbe e non ci sono altri voli in quelle città.

Sono a rischio anche le cinque frequenze di Tenerife Sud con Madrid, poiché, secondo l’Unione USO, Madrid non aumenterà il numero di aerei per coprire questa rotta.

Sulla possibilità che altre compagnie aeree prendano il controllo, Jairo Gonzalo ha detto che nessuna compagnia aerea si è impegnata in questo senso, ma che di fatto, stanno riducendo la loro presenza nelle Isole Canarie.

Gonzalo ha ricordato che la Norwegian ha annunciato la chiusura della base a novembre ed è ora in trattative con USO per un documento di regolamentazione dell’occupazione.

Per il momento, la chiusura della base della Norwegian è bloccata e USO sta considerando il ricorso a sacrifici lavorativi per mantenere la continuità della compagnia aerea.

La decisione della compagnia aerea irlandese Ryanair di chiudere le basi di Tenerife Sud, Las Palmas, Girona e Faro (Portogallo) nel gennaio 2020 potrebbe riguardare più di 1,4 milioni di posti passeggero già previsti per la prima metà dell’anno.

Questo è quanto emerge da un rapporto della società di consulenza Tourism Intelligence Mabrian Technologies, in collaborazione con Interface Tourism Spain.

Le isole Canarie sarebbero la destinazione più colpita da queste chiusure, soprattutto Tenerife, in quanto tra l’aeroporto di Tenerife Sud e Gran Canaria sono più di 949.000 posti a sedere che vengono messi in gioco nella prima metà del 2020.

L’aeroporto di Faro, nell’Algarve portoghese, subirebbe una grave caduta (360.000 posti), mentre l’aeroporto di Girona sarebbe il meno colpito (99.000 posti).

Claudia Di Tomassi