Ecco come l’ultima riforma degli affitti sta influenzando i prezzi degli alloggi

I cambiamenti non hanno risolto i dubbi sull’opportunità di acquistare o affittare.

Il 6 marzo 2019 è entrato in vigore il decreto – legge 7/2019 sulle misure urgenti nel settore dell’edilizia abitativa e della locazione.

Quest’ultimo per regolare l’affitto attraverso misure urgenti ha comportato cambiamenti sia per gli inquilini che per i proprietari.

Uno dei cambiamenti più importanti (e celebrato) dagli inquilini è il deposito, in quanto ora è limitato ad un massimo di un mese.

In precedenza, ci sono state situazioni in cui sono stati richiesti due o tre mesi di deposito, il che ha reso molto difficile per i giovani l’accesso all’affitto di una casa, soprattutto per quelli che trovandosi all’inizio della vita lavorativa, non potevano affrontare tale spesa.

Un’altra novità è la durata del contratto, con il periodo di proroga obbligatoria esteso da tre a cinque anni e la proroga tacita da uno a tre anni nel caso di persone fisiche e quando non vi è manifestazione di mancato rinnovo del contratto.


Alla scadenza del contratto, l’inquilino deve dare un preavviso di almeno due mesi e, se il locatore vuole recedere dal contratto, deve dare un preavviso di almeno quattro mesi.

Per quanto riguarda l’affitto, esso non può superare l’IPC per quanto riguarda la revisione annuale.

La realtà è che i prezzi degli affitti sono aumentati del 2,7% negli ultimi sei mesi, secondo i dati forniti dal Real Estate Index Fotocasa, e con questo ultimo incremento sono già cinque i semestri in cui si registrano innalzamenti record.

Tutte le comunità hanno registrato aumenti, in particolare la Cantabria dove è stato del 13,2%, seguita da Murcia (8,5%) e dalla Comunità Valenciana (7,5%).

L’aumento dei prezzi non è una delle conseguenze dirette della nuova legge sugli affitti, anzi, basandosi su dati trimestrali, sembrerebbe che l’aumento dei prezzi negli ultimi mesi stia crescendo allo stesso ritmo di prima della nuova legge.

Una delle grandi domande riguardo alla casa è se comprare o affittare.

Guardando i dati, la Spagna appare come un paese tradizionalmente di acquisto di case, con più del 76% delle case di possesso secondo l’Istituto Nazionale di Statistica.

La guerra dei mutui e la recente introduzione della legge sulle ipoteche rendono l’acquisto di una casa attraverso un mutuo un’opzione più economica rispetto ad anni fa.

Ciò è determinato da un momento con bassi tassi di interesse, – ricordiamo che l’Euribor è ai minimi storici (ha chiuso il mese di giugno a -0,190%), da una lotta tra banche per offrire il mutuo più competitivo (ci sono mutui variabili già nell’Euribor +0,89%) e da risparmi nei costi di formalizzazione del mutuo, poiché il futuro ipotecario assume solo il costo di valutazione dell’abitazione.

Tuttavia, va tenuto presente che, nella maggior parte dei casi, è necessario fornire una somma di base, circa il 20%, in quanto è normale finanziare fino all’80% del valore dell’abitazione.

La situazione dei mutui, la situazione attuale dell’affitto, le esigenze personali ed economiche di ognuno sono tutto ciò che si dovrà valutare per decidere se prendere in affitto o comprare un immobile.

Meglio un impegno a lungo termine per l’acquisto di un immobile o la libertà che un alloggio in affitto permette?

Claudia Di Tomassi