Carburante tossico inviato dalle Canarie all’Africa

Una compagnia petrolifera svizzera utilizza l’Arcipelago per lo smercio vietato in Europa

Lo studio Diesel Sucio pubblicato dalla ONG Public Eye rivela che la compagnia petrolifera svizzera ORYX, che si avvale di un terminal nel porto di Las Palmas, invia alla terraferma africana una miscela di carburante con elevate quantità di sostanze il cui commercio è assolutamente vietato in Europa.

Considerando che la responsabilità sociale delle imprese e l’attuazione delle misure da parte dei governi africani per ridurre l’inquinamento atmosferico potrebbero prevenire almeno 25mila morti premature entro il 2030, le azioni della compagnia svizzera risultano più che mai vergognose.

Il 68% dei campioni di carburante analizzati presenta livelli di zolfo che superano di 150 volte gli standard europei.

Il silenzioso killer dell’Africa, così viene definito nel programma ambientale delle Nazioni Unite l’inquinamento atmosferico provocato dalle emissioni tossiche dei veicoli del continente.

Quattro società europee che vendono carburante in Africa occidentale sono complici di questo fenomeno aberrante e non solo conservano e distribuiscono illegalmente sostanze velenose, ma producono miscele economiche di gasolio, acquistate a un prezzo molto basso perché nessuno le vuole (o non potrebbe averle per le normative vigenti ndr).


Energie Oryx è una compagnia svizzera che fornisce, stiva e distribuisce prodotti petroliferi e che, dal 2014, possiede un terminal nella Zona Franca di Puerto de La Luz di Las Palmas, a Gran Canaria.

La posizione geostrategica delle isole, in rotta commerciale principale tra Europa, Africa occidentale e America, ha convinto la società fondata dal miliardario Jean Gandur di investire con una base nell’Arcipelago; il gruppo di investimento privato Addax e Oryx (AOG) è presente in 22 paesi africani ed è rinomato per il suo costante impegno per sostenere lo sviluppo economico e sociale dell’Africa.

Non a caso AOG rappresenta l’80% delle importazioni di petrolio richieste dalla Sierra Leone e soddisfa il 40% della domanda interna di combustibile in Mali.

Secondo i dati l’Autorità Portuale di Las Palmas, inclusi nei registri statistici delle merci pubblicati on line, circa 565.792 tonnellate di gasolio hanno lasciato il porto di La Luz nel 2018, con destino Dakar in Senegal o Freetown in Sierra Leone.

Fino ad ora i paesi dell’Africa occidentale non hanno avuto una sufficiente capacità logistica per produrre quantità di carburante tali da rifornire l’intera popolazione, pertanto sono costretti a fare scambi con l’Europa; l’Africa esporta il greggio e lo riceve raffinato, ma di scarsa qualità e solo il Marocco e il Sahara Occidentale hanno lo stesso standard europeo per il diesel, ma non per la benzina.

Ad esempio la quantità di zolfo concentrato ammessa in Arica è ben 200 volte superiore a quella consentita in Europa e negli Stati Uniti, dove le norme sono più severe.

In questo modo le società trasferiscono sul continente risorse (il carburante) che non potrebbero essere vendute in Europa per il loro elevato livello di tossicità.

Il portale di migrazione e cambiamento climatico delle Nazioni Unite mette l’inquinamento come una delle grandi cause che spinge le persone di Africa o Sud America a emigrare e quindi a rifugiarsi in paesi dell’emisfero settentrionale.

Come osserva Public Eye, un abitante del Senegal o della Nigeria respira 13 volte più particelle sospese nell’aria di un abitante dell’Inghilterra o addirittura della Cina; del resto il numero dei veicoli in Ghana è raddoppiato tra il 2005 e il 2012 e la maggior parte di questi sono auto di seconda mano, arrangiate secondo standard improbabili in termini di emissioni inquinanti.

Il Ghana va detto che ha già agito e ridotto i livelli di zolfo presenti nel gasolio da 3.000 a 50 ppm e nella benzina da 1.000 a 50.

Asma, cancro e malattie cardiovascolari sono alcuni dei devastanti effetti che possono verificarsi in coloro che subiscono un tale tipo di inquinamento.