Le Isole Canarie fanno fronte comune con Madeira per proteggersi dalla Brexit

Il governo regionale e la regione portoghese rivendicano il loro status di ultra-perifericità di fronte all’UE per ottenere un trattamento differente dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Le Isole Canarie rivendicheranno il proprio status di regione ultra-periferica (RUP) a Bruxelles per attenuare i danni causati dall’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Secondo Carolina Darias, ministro dell’economia e dell’occupazione del governo regionale lo farà sia per mano del governo spagnolo sia insieme ad altri territori che condividono questo status all’interno della comunità europea.

I partner che l’Arcipelago cerca per intraprendere questo percorso sono soprattutto le RUP portoghesi e, in particolare, Madeira, con cui sta già lavorando alla costituzione di un fronte comune.

Per la seconda volta negli ultimi quindici giorni, Darias è apparsa nella sessione plenaria del Parlamento delle Isole Canarie per presentare i piani che l’Esecutivo sta approntando per far fronte all’uscita del Regno Unito dall’Europa.

La consigliera, che ha riconosciuto il buon lavoro svolto dal precedente governo delle Isole Canarie, ha dichiarato che si terranno due riunioni a Madrid – nell’ambito della Conferenza per le questioni relative all’Unione Europea (Carue) con il Segretario di Stato per l’UE per specificare le azioni con cui affrontare i negoziati.


Sebbene i due settori che probabilmente risentiranno di più della Brexit siano l’agricoltura – che orienta buona parte delle sue esportazioni verso il territorio britannico – e il turismo – che è alimentato da oltre il 30% dei clienti di tale nazionalità -, il piano d’azione sviluppato dal governo, attuato durante la scorsa legislatura, è esteso ad altri settori i cui legami con il Regno Unito sono sempre più solidi.

Questo è il caso, dettagliato da Darias, della produzione di parti di aerei, che vengono effettuate dalle controllate di Binter e che nel 2018 è stata collocata come seconda esportazione verso i paesi britannici, con 15,7 milioni di euro e una crescita del 21,3%, rispetto ai 21,9 milioni di prodotti orticoli e ortaggi, che diminuiscono dell’11,2%.

All’interno del capitolo agricolo, il pomodoro è la coltura più danneggiata. Il danno creato dalla scomparsa degli aiuti al trasporto e alla commercializzazione, dato che il Regno Unito diventa un paese terzo, è già stato calcolato dal governo delle Isole Canarie, in 0,17 euro al chilo.

Per quanto riguarda il trasporto aereo, se una volta terminata la Brexit non sarà possibile applicare una politica dei cieli aperti, le Isole Canarie prevedono di richiedere misure di emergenza, compresa la riduzione delle tasse aeroportuali.

Darias ha sottolineato che sono state adottate misure istituzionali in tutti i forum ed è in contatto sia con i britannici residenti nelle Isole che con i Canari che vivono nel Regno Unito.

Il ministro ha chiesto ai gruppi parlamentari di usare lungimiranza di fronte alla spettacolare sfida che l’Europa deve affrontare dal momento in cui la Brexit sarà effettiva.

Claudia Di Tomassi