La ramanzina dei Re Cattolici a Pedro de Vera per la conquista delle Isole Canarie

Doña Isabella e Don Fernando inviarono una lettera molto dura a Pedro de Vera mentre era governatore di Gran Canaria per il terrore che aveva generato nella Chiesa.

Il destinatario era l’allora governatore Pedro de Vera, nel testo viene invitato a non entrare in questioni religiose.

La lettera venne recapitata con copia all’autorità giudiziaria della capitale di Gran Canaria dell’epoca.

Il testo che è una ramanzina a tutti gli effetti, è datato al 18 gennaio 1487 ed è firmato a Salamanca.

Una copia è conservata nella Cattedrale delle Isole Canarie, mentre nell’Archivio di Simancas, non sembrerebbero esserci copie di questo documento.

La lettera è del 1487. 10 anni prima, nel 1477, il vescovo Frias si era scagliato contro Hernan Peraza, tra gli altri motivi, per la vendita degli isolani come schiavi, un commercio a cui i Re Cattolici si opponevano fermamente.


Nella lettera dei Re Cattolici a Pedro de Vera si impone al governatore di dedicare i propri sforzi alla funzione che ricopre e di non immischiarsi in questioni religiose.

La lettera mostra la guerra fredda tra potere militare e religioso per il controllo di Gran Canaria.

Nella lettera i Re Cattolici si rivolgono a Pedro de Vera, Governatore dell’isola di Gran Canaria, perché Fernando Álvarez, chierico e canonico della Chiesa, aveva riportato ai Re stessi il timore e la preoccupazione per l’odio che Pedro nutre verso i religiosi.

I Re impongono al governatore di non prendere, occupare o sequestrare i beni e di non nuocere alle persone perché ciò è contro la legge.

I Re Cattolici sottolineano che se Pedro de Vera non si fosse attenuto all’ordine, contro di lui sarebbero state applicate le massime sanzioni civili e penali proprio come contro coloro che violano gli ordini del Re e della Regina.

Perciò impongono a Pietro da Vera di non interferire nella giurisdizione delle Chiese dell’isola né nelle cose che le appartengono sotto pena della decadenza dagli incarichi e della confisca dei beni.

In questa lettera, Doña Isabella e Don Fernando non sono ancora chiamati Re di Canaria, il che accade in un’altra lettera del 1491 sulla signoria di Agüimes, un che testo difende il ruolo di Gran Canaria e l’importanza delle Isole Canarie per la Corona.

Già prima di questa lettera, nel 1477 Doña Isabel e Don Fernando sottolineavano l’eccezionalità delle Isole a causa della posizione geografica lontana dalla penisola.

La lettera includeva l’ordine di lettura pubblica da parte di Pedro de Vera, pertanto fu letta in un proclama del 25 marzo 1487 alla presenza di Gonzalo de Burgos come notaio, Fernando Trujillo, luogotenente di Gran Canaria e Pedro García, sindaco di Gran Canaria, e il canonico Fernando Álvarez.

Colui che ha letto formalmente la lettera dei Re Cattolici è stato Juan Verde, anch’egli ufficiale della Corona nelle Isole.

Gli esperti sottolineano che la conquista di Gran Canaria terminò il 29 aprile 1483 e l’annessione ufficiale di Gran Canaria alla Corona di Castiglia avvenne il 20 gennaio 1487.

La lettera con la ramanzina per Pedro de Vera è di due giorni prima e ha un formato ordinario per quel periodo. Alla data del 18 gennaio 1487 non viene riportato alcun titolo nobiliare per quanto riguarda i possedimenti nelle Isole Canarie.

I titoli citati nella lettera per Don Fernando e Doña Isabel sono: Re e Regina di Castiglia di Aragona, Sicilia, Toledo, Valencia, Galizia, Maiorca, Siviglia, Cordoba, Sardegna, Corsica, Murcia, Jaen, Algarve, Algeciras, Gibilterra, Conte e Contessa di Barcellona e Signori di Vizcaya e Molina.

Bibi Zanin