I detriti soffocano La Graciosa

La pressione turistica, le costruzioni, la mancanza di sanzioni e una gestione debole hanno trasformato le strade di La Graciosa in una distesa di scarti dell’edilizia.

Il campo di calcio è diventato una discarica.

Mentre carteggia il legno che diventerà la cabina di una barca restaurata, Antonio con un ghigno dice che La Graciosa è l’isola prescelta.

Alle sue spalle spicca l’eterna opera del centro socioculturale che doveva essere pronto in nove mesi e va avanti da quasi tre anni.

Da almeno due settimane non si vedono operai al lavoro.


Per quanto riguarda il riconoscimento de La Graciosa come ottava isola, la domanda che ha provocato la risposta iniziale di Antonio, l’uomo aggiunge che non si nota una grande differenza tra prima e dopo.

Il Senato ha riconosciuto La Graciosa come ottava isola dell’Arcipelago Canario nel giugno 2018, dichiarandola isola abitata.

Un riconoscimento che si è concretizzato nella riforma dello Statuto delle Canarie, un secolo dopo l’inizio dell’insediamento nella piccola isola.

Il punto è che al di là della dichiarazione, a La Graciosa e a Caleta del Sebo i problemi e le difficoltà non sono scomparsi.

Tra le cose in sospeso c’è la costruzione del centro socioculturale.

La licenza è stata concessa nel luglio 2016, è stata messa a gara nei primi mesi del 2017 e assegnata nel mese di luglio con un periodo di esecuzione di nove mesi, ma i lavori ancora non sono stati completati.

Nella relazione sullo stato dei lavori, il sindaco di Teguise riconosce che il 42% della cifra stanziata deve essere ancora utilizzata.

L’importo è di quasi mezzo milione di euro e il risultato dei lavori eseguiti non ha rispettato i programmi iniziali.

Il Consiglio Comunale prevede di rescindere il contratto con l’impresa di costruzione perché non ha ottemperato a quanto richiesto nel capitolato d’oneri e le scadenze.

Lo stesso Consiglio Comunale si era spinto a dire che il primo ritardo era dovuto a problemi di alloggio per i lavoratori, perché in estate La Graciosa era piena di turisti.

Questo è un altro problema.

Lo scorso anno più di mezzo milione di passeggeri hanno attraversato la banchina, grazie ai 19 collegamenti giornalieri che partono dal porto di Orzola, a cui si aggiungono le escursioni che arrivano, per la maggior parte, a Playa Francesa.

Quindici anni fa c’erano solo tre collegamenti al giorno.

Il numero di imbarcazioni non è l’unica cosa che si è moltiplicata, lo stesso è avvenuto per le auto e le biciclette.

In un giorno di agosto si possono vedere qualcosa come duecento biciclette nel parcheggio della spiaggia di Las Conchas.

Secondo gli abitanti il numero di auto sull’isola sta sfuggendo di mano e in un parco naturale questo non dovrebbe accadere, ma qui la gente sembra fare quello che vuole.

A Caleta del Sebo ci sono già segnali stradali, molti dei quali sono divieti.

Il passaggio delle auto è stato limitato a poche strade, ma questo non risolve il problema.

Gli abitanti sono stufi perché circolano troppi veicoli e non capiscono che bisogno ci sia di un’auto.

Le strade di Caleta del Sebo sono piene di auto parcheggiate, alcune coperte di teloni e altre scoperte, comunque ormai inservibili.

Ma quello che colpisce di più girando per le strade non sono le auto, sono le macerie.

Ci sono resti di lavori di costruzione ovunque: sacchi, blocchi, macchinari, ferro lungo la strada o in appezzamenti abbandonati e in uno di questi terreni, le macerie condividono un posto con Galana, il relitto di una barca.

Da una delle case sulla strada che si trovano di fronte a questo appezzamento di terra, un uomo esce con un contenitore e versa i resti sul terreno vicino alla barca.

Ci sono dozzine di mucchi di macerie.

Al molo si accumulano senza ordine resti di strutture e pallet la cui destinazione doveva essere Lanzarote, ma sono lì abbandonati da molto tempo.

Un terreno vicino all’ufficio del Centro Isla de la Graciosa, è pieno di detriti.

Il punto più emblematico di questa situazione è senza dubbio il campo di calcio.

Adrian che è arrivato a La Graciosa nel 1999 abita di fronte al campo di calcio che ormai è una vera e propria discarica.

C’è di tutto, anche tracce di cemento fresco.

Adrian dice che il campo è stato pulito all’inizio del campionato di calcio due o tre anni fa, ma poi tutto è tornato ad essere di nuovo un disastro.

Dice che anche gli altri vicini si lamentano, ma preferiscono non parlare.

Racconta che ci sono i ratti e che mesi fa un bambino si è fatto male, motivo per cui le autorità hanno recintato solo una parte del terreno.

Ha fatto molte denunce, ma non sono servite a molto.

Le ditte di edilizia fanno pagare ai loro clienti lo smaltimento delle macerie dall’isola, ma a quanto pare, alcuni, dopo averle raccolte, le gettano nel campo di calcio.

La consigliera responsabile de La Graciosa, Alicia Páez, sottolinea che le macerie appartengono ad aziende private che sono obbligate a rimuoverle e che una parte di esse appartiene proprio ai lavori del centro socioculturale.

Assicura che incontrerà i rappresentanti del Cabildo perché esiste uno stanziamento del Governo delle Isole Canarie per la pulizia di tutti i lotti della città e poi si potrà applicare l’ordinanza locale.

Recentemente, alla fine di settembre, è stata effettuata una pulizia dai volontari di Lanzarote Limpia e in poche ore hanno riempito un centinaio di sacchi con rifiuti di ogni tipo.

Nel mese di gennaio, il Governo delle Isole Canarie, ha istituito un consiglio direttivo.

Non è stato l’unico atto istituzionale, infatti a marzo si è tenuta una sessione plenaria del Cabildo di Lanzarote e l’Ufficio di presidenza del Parlamento di questa nuova legislatura ha iniziato i suoi lavori a La Graciosa.

A gennaio è stato annunciato un piano di abbellimento con 485.000 euro, a giugno è stato annunciato un piano di recupero ambientale con un milione di euro, di cui 700.000 da parte del Governo, ma gli effetti non si vedono.

Nell’ottobre 2015, il municipio di Teguise ha emanato un bando che mette a disposizione dei residenti il trasporto marittimo per l’evacuazione dei rifiuti.

Non ha funzionato.

Nel settembre 2017, è stato pubblicato un rapporto sulle macerie che illustrava situazioni molto simili a quelle attuali.

Ci sono poi altri problemi tra i quali uno dei più preoccupanti è l’igiene.

Dopo diversi anni di lavoro, la rete non è operativa e le cifre non sono chiare.

Nell’aprile 2016 è stato annunciato un investimento di 2,7 milioni di euro e il contratto è stato aggiudicato in emergenza a fronte del rischio che le acque sporche colpissero irrimediabilmente l’ecosistema marino.

L’urgenza ha fatto sì che tre anni e mezzo dopo il problema non è stato risolto.

Le tubazioni sono state interrate, è stato costruito un impianto di depurazione e diverse stazioni di pompaggio stanno per essere completate, ma i lavori non sono ancora terminati.

Dieci mesi fa, il Governo ha annunciato che per completare il lavoro sarebbero stati aggiunti altri due milioni di euro pertanto si avrà un totale di spesa che è il doppio di quanto annunciato.

Páez ricorda che ora deve essere realizzata la seconda fase, che non è più di emergenza e che dipende dalla Direzione generale per l’acqua del Governo delle Canarie.

Ci sono altre opere che proseguono: case nuove e altre ristrutturate, sulla prima linea, sulla seconda linea….

E i turisti continuano ad arrivare.

Il Piano per l’uso e la gestione dell’Arcipelago di Chinijo è stato annullato dal tribunale ed è stata lasciata una sorta di vuoto giuridico che è gestito dal Consiglio Comunale di Teguise.

A questa situazione di regolamentazione debole, si aggiungono la scarsa vigilanza e controllo.

L’unico agente di Ambiente del Cabildo è in congedo medico, la Seprona ha anche gravi carenze, c’è poi un equipaggio della nave della Riserva Marina che non ha guardie.

A La Graciosa c’è un solo agente della Polizia Locale su base permanente e si prevede di aggiungere presto un agente del Parco Nazionale.

Franco Leonardi