L’Italia che non avremo più!

La ricchezza dell’Italia si riassume nell’enorme varietà di prodotti agroalimentari.

Ogni paese nella totale anarchia nei millenni ha sviluppato dei prodotti con caratteristiche uniche e diverse dal paese confinate.

Seguendo l’istinto dei contadini e la creatività dei produttori.
Tutto questo non sarebbe mai esistito con le regole burocratiche, dirigiste e stataliste che ci stiamo dando e che giustifichiamo dicendo che sono per il nostro bene. 

Lo stato decide quali piante di ulivi si possono piantare in Puglia e come si fa la piadina Romagnola nella riviera Adriatica dimenticando che da millenni i pugliesi selezionano le piante di ulivo sulla base del risultato e della produzione senza imposizioni creando il meraviglioso prodotto che oggi viene invidiato ed esportato in tutto il mondo e che la piadina romagnola è nata nella totale anarchia, mescolando ingredienti sapori e gusti secondo l’intuito delle massaie e le giacenze di magazzino… che provavano e miglioravano il prodotto in base alle stagioni. Lo stesso accade con il formaggio con i vermi e con il gorgonzola per fare alcuni dei numerosissimi possibili esempi.

Oggi questa innovazione è vietata e sanzionata dai Nas.

I burocrati non sanno nulla di come si produce un insaccato ma pretendono di vietare e dirigere.
Impediamo così la nascita di nuovi prodotti e impoveriamo le produzioni future così come non sarebbe esistita la varietà oggi presente se lo statalismo avesse pervaso e rovinato le menti dei nostri antenati. 


Avremmo un solo tipo di salame e un solo formaggio come in numerosissimi paesi nordici dove la creatività è stata soffocata dal duro rigore delle regole che hanno modificato la capacità di ragionare in tutti i settori della vita di relazione. 

Questo vale anche nell’edilizia con i piani regolatori che se esistiti nei secoli scorsi avrebbero impedito la nascita delle più belle città del mondo.

Ribelliamoci allo statalismo e al burocrate e pretendiamo di fare ciò che da millenni facciamo nella totale libertà di intrapresa di innovazione e di sperimentazione.

Lo statalismo è la rovina dei popoli.

Cancella la creatività e la fantasia nelle menti che quotidianamente plagia al suo servizio.

(Alessandro Santin)