Il Mirador de Morro Velosa e le Statue dei Re

Situato in posizione strategica tra il Parco Rurale del Massiccio del Betancuria e la Valle di Santa Inés, nel Monte Tegú, alto 669 metri, questo mirador è stato progettato dall’artista di Lanzarote Cesar Manrique, e da qui si ottiene una vista imbattibile del nord e del centro di Fuerteventura.

A Fuerteventura Manrique ha scelto il centro dell’isola, la parte più antica, il Parco Naturale di Betancuria, per ospitare il Mirador di Morro Velosa.

Fuerteventura è l’isola secca, la più arida delle Canarie, il Mirador costruito da Manrique è il punto perfetto per i geologi, è infatti possibile vedere gli strati più antichi delle eruzioni vulcaniche, che normalmente non sono visibili perché sotto altri strati di terra, e studiare il fenomeno della desertificazione.

Se si guarda a nord, si può vedere la città costiera di El Cotillo, o Monte Tindaya, mentre se si guarda a sud-est, si può vedere la città di Antigua, o i vulcani vicino alla città di Tiscamanita.

In questo edificio, oltre ad avere la possibilità di prendere un caffè o uno spuntino godendo di una vista eccellente, è anche possibile godere di alcune delle mostre temporanee organizzate dal Cabildo de Fuerteventura.

Qualche anno fa, accanto al Mirador, si poteva vedere il “Captador de Bruma”, installato a sinistra del mirador, e fa parte di un’esperienza pilota del governo delle Isole Canarie per ottenere acqua con metodi naturali.


Questo attrezzo è costituito da una struttura metallica dove sono installati pannelli in plastica in modo che quando le nuvole li colpiscono, l’acqua viene catturata e portata nelle grondaie che la raccolgono per poi immagazzinarla.

Vale la pena fermarsi in questo punto panoramico sulla strada per la città di Betancuria.

Aperto dalle 10.00 alle 18.00, da martedì a sabato.

Prima di arrivare a Betancuria, per la strada FTV-30, e passato il Mirador de Morro Velosa, arriviamo al più recente Mirador de Fuerteventura, dove troviamo una piacevole sorpresa: oltre ad essere un ottimo belvedere sia della metà settentrionale di Fuerteventura che della valle di Betancuria, troviamo due imponenti statue in bronzo.

Rappresentano Ayose Rey de Jandía e Guise Rey de Maxorata.

Fuerteventura, conosciuta dai suoi abitanti come Erbania, all’arrivo dei conquistatori europei nel 1402, guidata dai normanni Jean de Bethencourt e Gadifer de La Salle, fu divisa in due regni separati dall’istmo di La Pared: Maxorata a nord e Jandia a sud sull’omonima penisola.

Nel 1405 Guise e Ayose, re di Maxorata e Jandía rispettivamente, si consegnarono agli europei insieme ai loro uomini, apparentemente su consiglio della veggente Tibiabin e di sua figlia Tamonante, donne di grande influenza nella società dell’epoca.

Le statue misurano quasi quattro metri di altezza, e rappresentano i due re con i loro scettri di comando.

In poco tempo, questo punto è diventato una tappa obbligata per tutti i turisti di Fuerteventura, che fotografano la mano di uno dei Re (sarà Guise o Ayose?), tanto da far diventare una delle dita della statua lucida rispetto il resto della mano.

Le sculture sono alte 4,5 metri e larghe circa 1,5 metri e sono opera di Emiliano Hernandez. Inizialmente la sua installazione era stata progettata per la piazza annessa al Palacio de Congresos della capitale, anche se alla fine è stato scelto un luogo più emblematico e associato proprio alla presenza degli antichi “caudillos de la mahos”.

Daniele Dal Maso