Il blocco dello Stretto fa aumentare il numero di pateras che arrivano alle Canarie

Le pateras che quest’anno sono arrivate nella Penisola e nelle Isole Baleari sono diminuite del 58,9%, mentre gli arrivi nelle Isole Canarie sono aumentati del 57,3%.

Le cifre sono così chiare che non lasciano spazio a dubbi: il blocco dello Stretto sta deviando le imbarcazioni verso le Canarie, proprio la via più lunga e pericolosa tra quelle che le pateras con destinazione il territorio spagnolo, affrontano.

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, in totale, sono già 24.031 gli immigrati che nel 2019 sono arrivati in barca sulle coste spagnole, con un calo del 54,7% rispetto al 2018, quando 53.004 persone sono arrivate irregolarmente via mare.

Gli arrivi alle Canarie, invece, continuano a crescere e durante i primi undici mesi sono aumentati del 57,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Questo notevole aumento, che non è altro che un’intensificazione della crescita degli anni precedenti, si contrappone alla diminuzione generalizzata del numero di arrivi di migranti in patera verso la Spagna peninsulare.

La tendenza al ribasso ha cominciato ed evidenziarsi all’inizio del mese di giugno e non si verificava più dal 2017, quando sono iniziate le segnalazioni bisettimanali o settimanali sull’ingresso di persone in situazione irregolare.


Secondo i dati del Ministero dell’Interno, dal 1° gennaio al 1° dicembre 2019, 1.098 imbarcazioni hanno raggiunto le coste spagnole, contro le 1.959 arrivate nello stesso periodo del 2018.

Nel 2019, la maggior parte degli arrivi via mare è avvenuta nel mese di gennaio, quando sono stati registrati 4.104 ingressi irregolari via mare.

In febbraio sono arrivate 936 persone, in marzo 588, in aprile 995, in maggio 1.433, in giugno 2.419, in luglio 2.851, in agosto 2.357, in settembre 2.908, in ottobre 3.656 e in novembre 1.784.

Dei 24.031 migranti che sono arrivati in Spagna via mare nel 2019, la maggior parte (20.784) è entrata attraverso la penisola e le Isole Baleari.

Gli ingressi su questa tratta sono diminuiti del 58,9% rispetto allo stesso periodo del 2018, quando sono arrivate 50.527 persone.

Questo ha causato un aumento di quasi il 60% degli arrivi via mare alle Isole Canarie.

In particolare, sulle coste dell’Arcipelago sono arrivati complessivamente 1.987 migranti, contro i 1.263 arrivati nei primi undici mesi dell’anno scorso.

Anche se in misura minore, gli arrivi via mare a Ceuta sono aumentati del 28,3% rispetto al 2018. Finora, quest’anno, un totale di 562 immigrati ha raggiunto le coste di Ceuta, mentre l’anno precedente furono 437.

Nonostante l’aumento del numero di imbarcazioni verso le Isole Canarie fosse prevedibile, le autorità non hanno pianificato una strategia e sono state sopraffatte negli sforzi per assistere queste persone.

Nei giorni scorsi è emerso che la Polizia Nazionale ha richiesto di assegnare gli undici posti vacanti per il Centro di internamento per stranieri di Gran Canaria (Barranco Seco) e che ha dovuto riaprirlo parzialmente dopo più di un anno e mezzo di chiusura per ristrutturazioni.

Inoltre, la precarietà continua ad essere una costante nel centro di Hoya Fría (Tenerife), dove i rinforzi provengono dal personale assegnato all’area metropolitana e da Puerto de la Cruz, come ha riferito la Confederazione Spagnola di Polizia.

Marco Bortolan