Gli arrivi di turisti alle Canarie diminuiscono del 9% nel primo mese senza Thomas Cook

Nella spesa accumulata, il calo è minore, 0,7%, con un fatturato totale da gennaio a ottobre di 13.892 milioni (96,22 milioni in meno)

L’arrivo di turisti stranieri alle Isole Canarie è sceso del 9,1 % in ottobre. Nel primo mese completo dopo il fallimento di Thomas Cook, il dato è sceso a 1,14 milioni di clienti, 114.081 in meno rispetto all’anno precedente, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (INE).

Nello stesso mese, la spesa turistica generata dai viaggiatori stranieri nelle Isole è diminuita di quasi 93 milioni di euro, il 6,1%, per un totale di 1.428 milioni di euro.

Nei primi dieci mesi dell’anno, le Isole Canarie hanno perso 538.375 turisti stranieri, portando il loro totale a 10,77 milioni, il 4,8% in meno rispetto al 2018.

Nella spesa accumulata, il calo è inferiore, 0,7%, con un fatturato totale da gennaio a ottobre di 13.892 milioni (96,22 milioni in meno).

Per contro, l’arrivo di turisti stranieri in Spagna è rimasto in crescita nei primi dieci mesi dell’anno, con un rimbalzo del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2018, nonostante un leggero calo mensile dello 0,3% in ottobre, il quarto consecutivo da luglio.


La spesa complessiva dei turisti internazionali è aumentata del 2,9% rispetto ai primi dieci mesi dello scorso anno, raggiungendo gli 82.197 milioni di euro, dopo un aumento del 2,5% in ottobre (8.367 milioni di euro), secondo i dati pubblicati lunedì dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE).

Le Isole Canarie e le Baleari, le due comunità autonome più colpite dal fallimento di Thomas Cook, sono state le uniche a subire in ottobre una diminuzione sia degli arrivi, rispettivamente del 9,1% (1,1 milioni) e del 4,6% (1,2 milioni), sia delle spese, rispettivamente del 6,1% e del 3,3%.

Nei primi dieci mesi, le Isole Canarie hanno accumulato un calo del 4,8% in volume di turisti (10,8 milioni) e le Isole Baleari dello 0,8% (13,4 milioni), rispetto alla crescita delle altre principali comunità di destinazione.

Per quanto riguarda la spesa, nel corso dei primi dieci mesi, solo le Canarie e Andalusia hanno registrato una diminuzione, rispettivamente dello 0,7% (13.892 milioni di euro) e dell’1,7% (11.181 milioni).

La Catalogna, invece, con 19.282 milioni, ha registrato un aumento del 4,8%, e la Comunità di Madrid, la più grande crescita, del 12,3%, a 8.802 milioni.

La spesa turistica in Spagna continua a crescere rapidamente, grazie all’aumento del 5,8% della spesa giornaliera pro capite (154 euro), mentre quella media per turista è aumentata dell’1,8% (1.100 euro) e la durata del viaggio è diminuita del 3,7%.

La Catalogna ha fatto da apripista negli arrivi turistici internazionali sia in ottobre che cumulativamente, con 1,7 milioni (1,6% in più) e 17,3 milioni (0,7% in più) in ogni periodo, mentre la Comunità di Madrid è cresciuta maggiormente, rispettivamente del 5,7% (750.773) e del 7,2% (6,4 milioni).

I tre principali mercati di emissione – Regno Unito, Germania e Francia – hanno emesso meno turisti in Spagna sia in ottobre (con cali rispettivamente del 4,4%, 8,3% e 1,7%) sia fino a quel mese (con cali dell’1,9%, i primi due, e del 2,3%, il terzo).

Tra gennaio e ottobre, il Regno Unito ha aggiunto 16,4 milioni di turisti, la Germania 10,1 milioni e la Francia 10 milioni, seguiti dai Paesi nordici con 4,8 milioni (-5,1%) e dall’Italia con 3,9 milioni (+3,6%).

Gli Stati Uniti sono cresciuti del 12,7% (2,9 milioni di turisti) fino a ottobre, la Russia dell’8,4% (1,2 milioni) e l’Irlanda del 6,6% (2 milioni).

Il mercato britannico, che ha concentrato il maggior volume di spesa, è stato in crescita fino a ottobre con 16.379 milioni di euro, con un incremento dell’1%, nonostante una diminuzione dell’1,1% in quel mese e la diminuzione del numero di turisti emessi.

La Germania, al secondo posto con 10,525 miliardi, e i Paesi Nordici sono stati invece gli unici mercati tra i principali emittenti a registrare nei primi dieci mesi dell’anno una diminuzione della spesa, rispettivamente del 2,3% e del 4,9%.

Redazione