Mafia italiana a Fuerteventura

Il leader dell’organizzazione, che è stato indagato in Spagna e in Italia, è stato anche collegato a diversi omicidi e assassinii negli anni Ottanta e Novanta.

La Guardia Civil e l’Agenzia Tributaria in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri italiani e la Polizia di Stato austriaca, in un’operazione congiunta coordinata dall’autorità giudiziaria italiana a Roma specializzata nella lotta alla mafia, hanno effettuato l’operazione “InGenere” in cui sono state arrestate 38 persone appartenenti alla mafia denominata “Banda della Magliana”.

Trentasette immobili e 19 società sono stati sequestrati e confiscati per un totale di circa 14 milioni di euro.

Sono stati inoltre sequestrati numerosi veicoli e conti bancari.

Gli arresti effettuati a Fuerteventura e Gran Canaria sono stati eseguiti in esecuzione dei mandati di arresto e di consegna europei (OEDE).

L’operazione “Jackpot” effettuata dai Carabinieri in Italia ha portato all’individuazione di un’organizzazione criminale di stampo mafioso, denominata “Banda della Magliana”, dedita a frodi e truffe telematiche, principalmente attraverso il gioco d’azzardo illegale, il riciclaggio di denaro sporco e l’estorsione, tra gli altri reati.


L’italiano Salvatore Nicitra, attualmente in carcere, era il capo di questa banda mafiosa ed è considerato un bersaglio di alto valore (HVT) all’interno di questo tipo di criminalità insieme a Francesco Inguanta e Rosario Zarbo.

Questa organizzazione criminale aveva preso illegalmente il controllo del settore del gioco d’azzardo in Italia gestendo e fornendo macchine da gioco d’azzardo, utilizzando software illegali, così come il gioco d’azzardo online.

Queste e altre attività hanno generato grandi profitti economici che sono stati utilizzati per la concessione di crediti e prestiti che sono stati poi raccolti dalle loro vittime attraverso l’estorsione.

Importanti beni mobili e vari conti correnti gestiti dalla presunta organizzazione criminale sull’isola di Fuerteventura sono stati sequestrati a titolo precauzionale.

Una parte dell’organizzazione criminale legata al Nicitra si era specializzata nella progettazione e nella realizzazione di una complessa rete commerciale a livello europeo attraverso la quale ha introdotto questo denaro nel flusso economico legale simulando rapporti commerciali legali legati anche al settore del gioco d’azzardo.

In questo modo si è cercato di evitare possibili controlli e l’applicazione di misure di prevenzione del riciclaggio di denaro.

Alla fine del 2018, gli agenti della Guardia Civil hanno avviato un’indagine su Salvatore Nicitra e su altre persone a lui collegate per chiarire le attività illecite commesse nel nostro Paese.

Nicitra, ex membro della “Banda della Magliana”, viaggiava costantemente tra la Spagna e l’Italia, gestendo le attività dell’organizzazione mafiosa da lui guidata, che aveva effettuato importanti investimenti immobiliari nelle Isole Canarie, grazie ai proventi economici generati dalle attività illecite di questa banda.

Queste indagini hanno fatto luce su una serie di omicidi e tentati omicidi avvenuti tra gli anni ’80 e ’90, come l’omicidio dei fratelli Belardinelli, i cui autori sono strettamente legati a Nicitra e alla sua organizzazione criminale.

A causa della complessa rete economica e delle misure investigative svolte a livello internazionale, è stata istituita una squadra investigativa congiunta tra la Guardia Civil e la Delegazione Speciale dell’Agenzia Tributaria delle Isole Canarie.

Così, a metà del 2018 è stata costituita una squadra investigativa congiunta tra il Comando Civile della Guardia di Finanza di Las Palmas e la Delegazione Speciale dell’Agenzia Tributaria delle Isole Canarie, che ha messo a disposizione di questa squadra congiunta funzionari dell’Unità Regionale di Riscossione delle Canarie specializzati nello studio delle imprese e funzionari dell’Area Regionale di Sorveglianza Doganale esperti in riciclaggio di denaro sporco, che hanno sdoganato il traffico commerciale e aziendale fittizio creato con l’intento di riciclare denaro sporco di origine illegale.

In questo modo, e sotto la competente istruzione giudiziaria, già alla fine del 2019 l’intervento cautelare è stato effettuato sia su importanti beni mobili, sia su diversi conti correnti gestiti dalla presunta organizzazione criminale dell’isola di Fuerteventura.

dalla Redazione