Maspalomas riapre al pubblico il parco Tony Gallardo

Tamerici che emettono sale, la dama di Maspalomas e la natura lussureggiante del Tony Gallardo

Tamerici che emettono sale, la dama di Maspalomas, uccelli, pesci e le sempreverdi rosa compongono la natura rigogliosa del Parco Tony Gallardo che, in questi giorni, riapre al pubblico.

Si tratta di uno spazio d’ombra e d’acqua progettato dall’artista gran canario che dà il nome al parco, che ospiterà alcune delle sue sculture per far incontrare arte e natura.

Dopo diversi anni di chiusura e un investimento di 2,5 milioni di euro da parte del Cabildo de Gran Canaria, il Parco Tony Gallardo apre nuovamente le porte, completamente ristrutturato per la gioia di grandi e piccini, residenti e visitatori, che potranno godere di questa area speciale nella Riserva Naturale dell’Oasi di Maspalomas.

Lo spazio incorpora un giardino botanico con una grande rappresentazione della biodiversità delle coste dell’isola, sia quelle più sabbiose e secche, sia quelle esposte agli alisei situate a nord-est, che più alte e più rocciose.


Il giardino, quindi, è stato strutturato su diversi livelli collocando ogni specie nel posto che occupa in natura.

In alto si trovano le palme, più di mezzo centinaio in diversi gruppi, per lo più ibridi tra palme da dattero e canariensis, mentre il successivo in altezza è la tamerice, una delle specie più comune sul territorio.

Si tratta di una pianta che “beve” acqua salata, ma che emette il sale dalle proprie foglie, in modo da non permettere a nessun’altra specie di crescere intorno ad essa, garantendosi così lo spazio per continuare a sopravvivere.

ARQUITECTOS

Segue la plocama pendula, molto diffusa grazie alle lucertole, la cui dieta è composta fondamentalmente da questa pianta.

Con la deposizione, la lucertola diffonde il seme ovunque e si riproduce, il che va a vantaggio di entrambi, dato che la pianta si espande e la lucertola ha una dispensa per le nuove generazioni.

Ci sono anche esemplari de la dama di Maspalomas, da cui si estraggono le talee da introdurre nei giardini comunali.

Nelle parti basse ci sono canne, non pochi sempreverdi e rovi, e nell’acqua c’è la ruppia marina, un’alga che nella sua parte emersa si comporta come una qualsiasi altra pianta, elaborando la fotosintesi clorofilliana, ma che serve anche come rifugio per le specie acquatiche e cibo per pesci e anatre.

Nel 1995, anno della sua prima inaugurazione, il biologo Víctor Montelongo aveva inserito il limonium tuberculatum o siempreviva rosa (Helipterum roseum), endemico del sud di Gran Canaria, che era scomparso a causa dell’attività umana ed era stato piantato dagli studenti di Gran Canaria come simbolo delle nuove generazioni.

Eric Sventenius prima e Montelongo poi, hanno girato l’isola raccogliendo campioni e facendo raccolte, oltre a descrizioni e disegni di tutte le specie trovate.

Di quelle meno numerose, prelevavano semi e talee per la coltivazione in giardino e per la banca del seme.

Le sempreverdi rosa (Helipterum roseum), prima di essere introdotte nel territorio, venivano coltivate in vitro e dopo qualche tempo venivano trasferite in un piccolo vaso per essere adattate.

Successivamente sono state spostate ai bordi del laghetto e nel parco, dove sono state lasciate il tempo necessario ad adattarsi alle condizioni termiche e di umidità della zona.

Le acque sotterranee sono molto vicine alla superficie, formando delle sacche che vengono alimentate dalla pioggia che scorre nel sottosuolo della gola dal bacino del Tirajana.

Allo stesso tempo e per capillarità, l’acqua di mare e l’acqua dolce si incontrano e generano acqua salmastra.

Nelle stagioni più secche prevale l’acqua salata, mentre quando piove molto, c’è più acqua dolce, quindi la biodiversità terrestre e acquatica in questo luogo varia a seconda della pioggia.

Quest’ultima porta con sé un gran numero di specie, per esempio le libellule imperiali, oltre a vari tipi di api e insetti che hanno bisogno di acqua dolce, mentre il resto dell’anno compaiono le gambusie dette anche pesce zanzara per la funzione di regolatore naturale.

Quando il mare irrompe nello stagno, porta le specie di acqua salata: l’orata, il branzino, il ghiozzetto, e incorpora ossigeno riducendo la salinità.

Lo stagno si rompe sia quando piove molto che quando le onde sono forti.

Nell’anno in cui piove molto, in alto, specie come le palme ne beneficiano, e quando piove meno, le specie di acqua salata non ne risentono.

Il famoso scorfano o gallo d’acqua si nutre di uova di zanzara, zanzare e fiori di ruppia più rossi.

Gli uccelli residenti sono di tipo acquatico e sono associati alle palme.

Tra i volatili presenti tutto l’anno, oltre al gheppio, ci sono il merlo, il passero e la tortorella.

Più raro vedere il martin pescatore.

Tra gli uccelli migratori esistenti ci sono i trampolieri, che sono una specie protetta.

Questo uccello, che gira intorno alle spiagge, ha trovato in questo luogo un luogo ideale e, infatti, tutta l’area è l’inizio di una zona di protezione speciale che si estende fino a Mogán.

Tra le famiglie di garzette ci sono quelle grandi, come l’airone cenerino, di cui esistono diversi esemplari, e l’airone rosso, di cui ce ne sono due, che a volte si possono avvistare.

In inverno compaiono le garzette bianche, che sono quelle piccole.

Non molte settimane fa, c’è stato un avvistamento di 25 garzette, tra cui una reale e due imperiali.

Il Cabildo ha anche approvato un programma per reintrodurre il pipistrello, proteggendo i nidi dai ratti che si arrampicano e sterminano sia i loro nidi che quelli dei gheppi.

Ma c’è anche l’enorme varietà del minuscolo mondo degli invertebrati e la rappresentazione del quarto regno, i funghi.

Per non far perdere ai visitatori nessun dettaglio, tutta questa ricchezza è contrassegnata da illustrazioni e da una legenda, oltre che da un codice per coloro che desiderano ottenere ulteriori informazioni, in tedesco, in inglese e, ovviamente, in spagnolo.

I ruscelli che si snodano nel parco aumentano il divertimento del pubblico, che può sedersi, rilassarsi, studiare e conoscere la biodiversità scattando foto.

Lo spazio è pensato anche per essere utilizzato da esperti di fotografia e birdwatcher nei momenti più magici della giornata, quando gli uccelli appaiono e giocano con i colori dell’alba e del tramonto.

Claudia Di Tomassi