Il Parlamento delle Canarie dichiara all’unanimità l’emergenza climatica nelle Isole

Diventa la terza regione in Spagna a adottare questo provvedimento, dopo i Paesi Baschi e la Navarra

La sessione plenaria del Parlamento delle Isole Canarie ha approvato all’unanimità la dichiarazione dello stato di emergenza climatica nell’Arcipelago, come proposto dal governo regionale presieduto da Ángel Víctor Torres.

L’Assessore regionale alla Transizione ecologica della comunità autonoma, José Antonio Valbuena, ha difeso l’importanza di questa dichiarazione di emergenza climatica, sottolineando che non si tratta di una moda e che il Parlamento delle Canarie è il terzo in Spagna ad adottare questo provvedimento, dopo i Paesi Baschi e la Navarra.

Valbuena ha salutato con favore il consenso di tutte le forze parlamentari durante la sessione plenaria e ha sottolineato che questa dichiarazione segnerà una tabella di marcia chiara nelle politiche ambientali applicate dall’Esecutivo.

A suo parere, queste politiche devono combinare misure di adattamento e di mitigazione perché esistono già situazioni ambientali inevitabili, come l’innalzamento del livello del mare e delle temperature medie, la scomparsa di gran parte della biodiversità e lo scioglimento dei ghiacci.

Valbuena ha sottolineato che l’idea del Governo è che tutte le forze parlamentari debbano partecipare alla stesura di questa legge prima che arrivi in Parlamento per l’approvazione definitiva.


Ha anche insistito sul fatto che sono già state poste le basi del disegno di legge e che, in base ad esso, hanno raggiunto più di 200 partecipazioni di gruppi ed enti pubblici e che si sono incontrati con più di 40 gruppi.

Inoltre, sono stati commissionati i lavori di consulenza per la stesura della legge stessa e i lavori di redazione del Piano d’azione per il cambiamento climatico.

Il deputato di Sí Podemos Canarias, Manuel Marrero, ha detto che la grande sfida in questa materia è il cambio di proprietà della produzione di energia e che questa venga ridistribuita tra i cittadini in modo che non venga consumato più territorio.

Secondo Marrero, l’energia che il sole, il vento, i vulcani e i mari producono, è un bene comune.

Non si può, quindi, permettere che settori di business si approprino di qualcosa che è gratuito.

Luis Campos, eurodeputato di Nueva Canarias (NC), ha chiesto a tutti i colleghi di fare fronte contro un possibile attore politico che, secondo il portavoce, intende negare la situazione del clima e denunciare la falsità di questo dibattito nell’agenda politica nazionale.

Casimiro Curbelo, portavoce dell’Associazione socialista di Gomera (ASG), ha definito questa decisione un’opportunità storica perché, a suo avviso, è il momento di agire e di lasciare Isole migliori alle nuove generazioni.

I gruppi parlamentari de Coalicion Canaria e del Partito Popolare hanno evidenziato che l’Esecutivo, lo scorso agosto aveva già approvato la dichiarazione di emergenza climatica, senza previa consultazione di tutti i gruppi parlamentari.

La portavoce del P.P, Luz Reverón, pur confermando il proprio sostegno, ha auspicato che questa dichiarazione ambientale non rimanga un documento senza misure concrete nella lotta contro il cambiamento climatico.

Jesús Machín (CC) si è trovato d’accordo con Reverón nel richiedere misure specifiche ma non concorda con il Ministro della Transizione Ecologica perché, a suo parere, la tabella di marcia dovrebbe essere stabilita dalla Legge sul cambiamento climatico e non tanto da questa dichiarazione.

Secondo Machín, questa dichiarazione da sola non è sufficiente.

Il Governo ha dichiarato l’emergenza climatica in Spagna e si è impegnato ad approvare 5 misure prioritarie in 100 giorni.

Verrà creata un’assemblea dei cittadini sul cambiamento climatico con la partecipazione dei giovani e si definirà il percorso di decarbonizzazione entro il 2050.

La portavoce del ministro, María Jesús Montero, ha dichiarato che l’approvazione è in linea con quanto è stato approvato nell’Unione Europea a questo proposito.

Montero ha assicurato che il Governo pone il cambiamento climatico e la giusta transizione come un asse trasversale di promozione delle politiche.

L’obiettivo di questa dichiarazione è quello di realizzare un progetto futuro comune, più giusto ed equo, che sfrutti le opportunità della transizione ecologica attraverso politiche pubbliche che mettano al centro il cittadino.

La dichiarazione è una risposta al consenso generale della comunità scientifica che chiede un’azione urgente per salvaguardare l’ambiente, la salute e la sicurezza dei cittadini.

Il disegno di legge sul cambiamento climatico sarà così inviato al Parlamento, sarà definito il percorso di decarbonizzazione a lungo termine per garantire la neutralità climatica nel 2050 e sarà creata un’assemblea dei cittadini sul cambiamento climatico, che includerà la partecipazione dei giovani.

Il testo dell’accordo sottolinea che l’unica strada possibile per rispettare l’impegno dell’accordo di Parigi sulla riduzione delle emissioni è un forzato cambiamento accelerato del modello di sviluppo nei prossimi decenni.

Il Ministro per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica, Teresa Ribera, ha dichiarato in conferenza stampa che l’accordo approvato dimostra il fermo impegno del Governo sull’agenda e l’importanza di queste politiche climatiche per il futuro del Paese.

Ha chiesto giustizia climatica tra paesi e territori, tra generazioni e tra persone della stessa generazione che vivono insieme con mezzi disuguali per affrontare gli impatti del cambiamento climatico o le opportunità che esso offre.

Per quanto riguarda il futuro, Ribera ritiene che questo Paese debba aggiornare le proprie priorità, introdurre misure trasversali con il clima e investire in un “progetto Paese” affinché le generazioni a venire possano sfruttare l’insieme di opportunità che un’economia climatica rappresenta.

In terzo luogo, il Ministro ha motivato la dichiarazione di un’emergenza climatica in termini di responsabilità in quanto enormemente costosa dal punto di vista economico e sociale e, in tal senso, ha evidenziato il ruolo delle istituzioni nell’influenzarla e nell’accompagnarla.

Ha affermato che la dichiarazione si colloca in un contesto di grandi cambiamenti, associati ai rischi economici già considerati nell’economia globale attraverso il recente rapporto annuale del Forum di Davos.

Ribera ha assicurato che le prossime misure rispondono alle esigenze dei gruppi vulnerabili, dei lavoratori che richiederanno nuove competenze e dei consumatori più vulnerabili.

Ribera ritiene che in questo modo la Spagna sia allineata con l’UE, con le istituzioni internazionali e la società e, in modo particolare con la scienza e i giovani, che sono molto coinvolti.

Per quanto riguarda i primi cinque impegni trasversali che il Governo attuerà nei prossimi cento giorni, Ribera ha annunciato che il documento sul cambiamento climatico propone un sistema 100% rinnovabile entro il 2050, con veicoli a zero emissioni di CO2 entro quella data e un sistema agricolo CO2-neutro entro la metà del secolo.

Sarà poi approvato un Piano nazionale di adattamento per rendere il Paese meno vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico.

La via della decarbonizzazione a lungo termine sarà definita in modo ordinato fino al 2050, in modo da non generare problemi per il sistema climatico dovuti alle azioni umane.

Il Ministro ha annunciato che in Spagna verrà creata un’assemblea dei cittadini sul cambiamento climatico, ispirata all’esperienza positiva della Francia, che fornirà idee su come rispondere al problema e avrà carattere inclusivo, paritario e giovanile.

La quinta azione prioritaria più urgente sarà l’introduzione della prospettiva del clima nella giusta transizione per l’occupazione e l’attivazione dell’economia sociale.

Ribera ritiene che queste misure rappresentino un’opportunità per l’innovazione, la creazione di posti di lavoro, il miglioramento della competitività e la riduzione dei divari territoriali e collettivi.

Inoltre, contribuiscano a creare un’economia preparata, resistente e vitale, in grado migliorare la qualità della vita nelle aree rurali, urbane e costiere.

Per questo motivo saranno intraprese azioni in materia di tassazione, finanza sostenibile, debito e obbligazioni verdi, e che si cercherà di anticipare le esigenze dei gruppi vulnerabili per garantire la loro capacità di sostenerli.

Allo stesso modo, ha annunciato un piano d’azione per l’educazione ambientale, per la salute e l’ambiente e una strategia per la protezione della costa.

Nella dichiarazione, il Governo si impegna a contribuire attivamente alla promozione del patto verde europeo e a integrare l’emergenza climatica in tutte le politiche pubbliche in modo trasversale.

Allo stesso modo, saranno identificati i gruppi vulnerabili e, tranne che in casi giustificati, non saranno concessi nuovi benefici fiscali ai prodotti energetici di origine fossile e saranno riesaminati quelli esistenti.

Allo stesso tempo, non saranno autorizzati nuovi permessi per lo sfruttamento degli idrocarburi e la fratturazione idraulica, e si otterrà una protezione del 30% della superficie marina.

Tra le altre novità, viene inserito l’obbligo per i comuni con più di 50.000 abitanti di stabilire aree a basse emissioni e verrà introdotto un nuovo sistema di mobilità.

Franco Leonardi