Merlo: una rappresentanza proporzionata al numero degli emigrati

Avere un italiano all’estero come sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani nel mondo “è qualcosa che deve continuare anche dopo di me.

Altrimenti, quando un ‘romano’, come diciamo noi, ha la delega degli Italiani all’estero… non si muove molto”.

Lo ha affermato il sottosegretario agli Esteri, Ricardo Merlo.

Una delega che implica essere vicino alle comunità, lascia intendere l’esponente di governo e presidente del Maie, ricordando che qualche settimana fa era a Tenerife per individuare dove aprire la locale Agenzia Consolare.

“Ora – sottolinea – la classe politica romana ha capito che un italiano all’estero può far parte di un governo e rispettano le mie scelte”.

Merlo è convinto che si potrebbe anche portare il caso all’attenzione della Corte Costituzionale, perché il fatto che “un senatore eletto in Europa rappresenti due milioni e mezzo di elettori è una cosa incredibile”.


È uno dei motivi che spingono il Sottosegretario ad essere convinto che in futuro si possa immaginare “una rappresentanza più congrua al numero degli Italiani all’estero, che aumenta, non diminuisce”.

La riforma di ComItEs e CGIE, “sulla quale ha lavorato molto il Consiglio Generale degli Italiani all’estero” è un tema caro a Merlo, che vede nel rinvio delle elezioni dei ComItEs un’occasione per approfondire le possibilità di modifica della legge attuale.

“Il rinvio delle elezioni era dovuto, perché si rischiava di far diventare i consolati una macchina elettorale e noi dobbiamo garantire che si continui a offrire i servizi di cui il cittadino ha bisogno”.

Le elezioni saranno quindi nel 2021, assicura Merlo e “vedremo se riusciremo a modificare la legge mettendo d’accordo il Parlamento con il CGIE”, per portare alle Camere una proposta che “non venga stravolta.

Per questo sto lavorando con Michele Schiavone (segretario generale del CGIE, ndr) per cercare un consenso tra Consiglio, classe politica e amministrazione – che è anche importante – per vedere come proteggere questa legge senza rischiare che le Camere ne cambino il senso”.

(NoveColonneATG)