Inizia a muoversi qualcosa per i pensionati ex INPDAP

Giuseppe Bucceri, presidente dell’A.P.I.C.E. (Associazione dei Pensionati Italiani e dei Connazionali all’Estero) quando decise di venire a vivere in Gran Canaria aveva fatto conto del fatto che avrebbe potuto defiscalizzare la sua pensione perché pagando le tasse in Spagna avrebbe quasi dimezzato le spese a favore dello Stato italiano.

In questa maniera la sua pensione avrebbe avuto un maggiore potere d’acquisto tenendo anche presente che il costo della vita alle Canarie era ed è il 20-30% in meno di quello italiano.

La grossa delusione è stata vedersi rifiutare dall’INPS la possibilità di effettuare questa defiscalizzazione perché la pensione era una pensione statale e, quindi, per vari motivi, allora non ben identificati, il pensionato ex INPDAP, anche se agglomerato nell’INPS non aveva il diritto di poter defiscalizzare la propria pensione.

Non solo, la questione aveva del grottesco, perché ai pensionati ex INPDAP viene richiesta una somma per essere equiparati ai dipendenti INPS puri.

Ancora un altro fatto incredibile, se un pensionato ex INPDAP sceglieva di trasferirsi in Cile, o in Tunisia o nel Senegal e con più difficoltà anche in Australia, allora avrebbe potuto ottenere la defiscalizzazione della propria pensione.

La domanda ovvia: perché a loro sì e a lui no?


Così, come Giuseppe, tutti gli altri pensionati ex INPDAP che hanno scelto di vivere all’estero, non nei paesi nei quali la defiscalizzazione è permessa, si sono trovati nella medesima situazione.

L’evidente reazione dei pensionati, praticamente truffati da mamma INPS, è stata quella di fare gruppo e così Giuseppe Bucceri  ideatore di una pagina facebook (Pensionati Uniti all’Estero) prima e poi l’AP.I.C.E. 

Ha cominciato a raccogliere le adesioni per promuovere un’azione legale contro l’INPS per ottenere, anche loro, lo stesso trattamento dei loro colleghi più fortunati dell’INPS.

Il legale scelto per un’operazione così delicata è stato l’avvocato romano Michela Scafetta che, nonostante le migliaia di adesioni aveva data la sua disponibilità per l’incarico.

Ma come avviene sempre “armiamoci e partite“ , le adesioni ricevute alla richiesta del pagamento del ricorso, sono diminuite del 70%.

Amareggiato, ricontatta l’ Avv. Scafetta comunicando questa amara sorpresa.

Avv. Michela Scafetta

Lo stesso legale, ha riconfermato il suo incarico anche con la massiva diminuzione.

Questo per il Presidente BUCCERI è stato un grande risultato, e da questo ha capito che Michela SCAFETTA era, prima di essere un legale, una donna con un gran cuore.

Dopo la sentenza del 24 febbraio, ecco riapparire da tutte le parti del mondo le adesioni, adesioni al momento chiuse.

Naturalmente sappiamo quanto sia celere la giustizia in Italia, prima dovevamo avere un giudice che prendesse la nostra (ci sono dentro anche io) pratica e, per questo ci sono voluti due anni, poi bisognava attendere la data della prima udienza e per quest’altro è stato sufficiente un solo anno abbondante.

Finalmente è arrivata la notizia che il 24 febbraio si sarebbe tenuta questa tanto sospirata udienza alla Corte dei Conti.

Non nego che da parte di tutti noi aleggiavano diversi sentimenti, da chi ci credeva a chi era molto scettico, comunque ciò che è stato ottenuto dal giudice è stato un primo risultato positivo in quanto ha riconosciuto la totale incostituzionalità della diversità di trattamento essendo dal 2012 tutti i pensionati amministrati dall’unico ente pensionistico che si chiama INPS.

Questo primo parere favorevole, naturalmente, accresce la possibilità del successo finale.

Poiché la questione consiste nel giudicare se tale comportamento dell’INPS è costituzionale o no, il giudice ha rimandato il tutto alla Corte Costituzionale che dovrà esprimersi in merito.

Ricominciamo ad attendere, avremo una nuova udienza e vedremo se anche questo giudice riterrà improprio il comportamento dell’INPS nei confronti dei pensionati ex INPDAP.

Il giudice ha richiesto anche che ciascun ricorrente dovrà far pervenire allo studio legale dell’avvocato Michela Scafetta (attraverso APICE) una nuova procura personale non ritenendo quella a favore dell’A.P.I.C.E. ancora valida.

Le procure potranno essere richieste (solo dai partecipanti) personalmente all’APICE o attraverso l’email [email protected].

Si sottolinea che sia la procura che un documento di identità chiaro e leggibile, dovranno essere spedite in originale per POSTA all’APICE con sede in Spagna, che sarà il punto di raccolta.

Non sono ammesse PEC o email.

Si raccomanda la rapidità perché i tempi legali già sono lunghi per loro natura e meglio evitare di allungarli.

Stefano Dottori