In Spagna muoiono più persone per infezioni ospedaliere che per incidenti d’auto

Il Defensor del Paciente riferisce che l’anno scorso 757 persone sono morte a causa di una presunta negligenza medica.

Il Defensor del Paciente ha ricevuto nel 2019 un totale di 13.454 denunce di malasanità medica (881 in meno rispetto al 2018), con 757 decessi (53 in meno rispetto all’anno precedente) dovuti principalmente a diagnosi errate.

Questi dati sono tratti dal rapporto annuale di questa associazione, che afferma che, sebbene il numero di casi di negligenza medica sia diminuito, il sistema sanitario non è in buona salute.

I casi più comuni di negligenza sono stati dovuti a interventi mal eseguiti, dimissioni affrettate, cure inadeguate, infezioni ospedaliere e ritardi nelle ambulanze. Ma le ragioni principali sono la diagnosi errata e la perdita di opportunità terapeutiche.

In particolare, il Defensor ha compilato 343 casi derivanti da interventi di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica con risultati insoddisfacenti, mentre 148 bambini sono nati con qualche tipo di disabilità dovuta a parti effettuati in modo improprio o con il forcipe, che hanno causato postumi come sofferenza fetale o paralisi cerebrale o brachiale.

Inoltre, secondo il rapporto, 35 persone sono morte nei casi in cui, dopo aver chiamato il 112, o non è stata inviata un’ambulanza a casa per portare il paziente in ospedale, oppure la risposta è arrivata con più di un’ora di ritardo.


Altri 29 pazienti hanno perso la vita a causa di un’infezione ospedaliera perché il centro non ha rispettato le necessarie misure asettiche.

Il rapporto afferma che la cifra di 29 vittime è più bassa rispetto al numero reale, poiché in Spagna ogni anno muoiono più persone a causa di infezioni ospedaliere che per incidenti stradali.

Più di cento casi di negligenza (106) si sono conclusi con casi di disabilità: pazienti che dopo l’intervento chirurgico, sono rimasti in uno stato di tetraplegia o paraplegia. Si tratta di 21 casi in più rispetto al 2018.

A questi casi si devono essere aggiunti altri 88 per problemi causati dalla depilazione laser, una pratica sempre più diffusa nelle catene di estetica che però, non sempre, utilizzano laser di buona qualità.

Per quanto riguarda le denunce di negligenza da parte delle Comunità Autonome, Madrid, con 3.104 casi, è nuovamente in testa alla classifica, seguita da Andalusia (2.593), Catalogna (1.966), Valencia (1.152) e Castiglia e Leon (668).

Seguono la Galizia (640 casi), Castilla-La Mancha (630), Murcia (512), País Vasco (435), Canarias (307), Aragona (305), Estremadura (295), Asturie (238), Baleari (224), Cantabria (203), Navarra (109), La Rioja (66), Ceuta e Melilla (7 casi).

Secondo il rapporto del Defensor del Paciente, 671.494 pazienti sono in attesa di un intervento chirurgico con una media nazionale di 115 giorni di attesa.

Il rapporto afferma che il declino è più che allarmante poiché, ancora una volta, il sistema sanitario pubblico spagnolo ha superato sé stesso stabilendo un nuovo record storico nel settore delle liste d’attesa.

Secondo l’associazione, le soluzioni devono prevedere l’aumento del personale e la valorizzazione delle risorse esistenti, perché i soldi che il sistema sanitario pubblico utilizza per rinviare i pazienti al settore privato, è denaro che potrebbe essere utilizzato per migliorare i servizi di base.

In questo senso, le peggiori comunità di questa zona sono l’Andalusia (164 giorni per un intervento), la Catalogna (145 giorni), la Castilla-La Mancha e le Isole Canarie (circa 150 giorni).

Al contrario, i Paesi Baschi e La Rioja risultano i migliori, dato che il tempo medio per un intervento è inferiore ai 50 giorni.

Claudia Di Tomassi