Lanzarote. Una giornata di surf ed escursione

I surfisti e le loro mogli possono convivere felicemente, quando le esigenze di entrambi vengono soddisfatte. Si direbbe come in ogni altro rapporto di coppia.

Partiamo dal presupposto, però, che i surfisti hanno qualche esigenza in più, e che tendenzialmente le loro compagne accettano di buon grado l’atavica fissazione per: spiagge ventose, mari impraticabili, orari improbabili.

Detto questo, ed in base al postulato che in coppia ci si viene incontro, ci sono giorni in cui surf-addicted e compagne raggiungono un tacito accordo, secondo il quale lui farà surf per qualche ora, e per il resto della giornata si comporterà come una persona normale.

Ecco lo svolgimento di un dì di festa.

Sveglia presto. Colazione veloce. Giro di telefonate per capire lo spot migliore. Aggiudicata Montaña Bermeja.

Preparazione borse.


Tutto fila liscio fino al momento del montaggio sacca surf sul tetto dell’auto. Tempo stimato: dai 15 ai 30 minuti. Alla fine dell’operazione, quando credete di aver tirato ogni cinghia possibile immaginabile, assicurandovi che rimanga ben ferma.

Controllate di aver preso tutto e partite.

I primi chilometri di solito non destano problemi, perché ancora dovete acquistare velocità o semplicemente perché non avete raggiunto il primo rettilineo.

Una volta imboccata la LZ1, la macchina inizia a vibrare ed il rumore è insopportabile. Alla terza, inutile, sosta per intercettare quale cinghia non sia ben ferma, ti arrendi, alzi il volume della radio e cerchi di ignorare il ronzio insopportabile.

La spiaggia Montaña Bermeja si trova nel bel mezzo del Timanfaya: quando giungi tra quelle meravigliose distese vulcaniche, il tuo animo si placa, no matter what.

Arrivati, c’è una moglie disperata come te, Yasmina, già posizionata da qualche ora, mentre Rafa, il suo compagno è tra le onde.

Yasmi è organizzatissima: sedia stile regista, approvvigionamenti di acqua e cibo,  cappellino, attrezzatura.

Appassionata di fotografia, ormai è diventata esperta di onde ed inquadrature, e si diverte ad immortalare Rafa e gli amici alle prese con onde anomale, cadute rovinose e cavalcate semi-epiche.

Mio marito impiega tre nanosecondi a spogliarsi e buttarsi in acqua.

Yasmi ed io, novelle Penelope, chiacchieriamo – lei in spagnolo, io in italiano – e passiamo insieme qualche ora in attesa che i nostri eroici mariti ne abbiano abbastanza dell’acqua fredda e delle onde poco promettenti.

Altra regola, i surfisti amici non escono quasi mai dal mare insieme.

Quando inizi ad avere fame, vedi uscire dalle acque Rafa e pensi: evvai, a breve si mangia!

Ma giustamente tuo marito è entrato a fare il bagno un’ora dopo, e deve recuperare le onde perdute.

Finalmente esce anche lui.

Stavolta si mangia davvero e, soprattutto, inizia il pomeriggio dedicato alle dolci signore, che siamo noi!

Quando ci troviamo in quella zona, solitamente ci fermiamo a mangiare a Yaiza, nel mitico Bar Stop.

Di solito c’è un pò da attendere, perché è molto frequentato, ma il servizio è super veloce, del resto è già tutto preparato, basta solo scegliere.

Tapas e piatti tipici dell’isola: gli immancabili ceci, patate, zuppe, pesce in umido, fritto e soffritto.

Tutto molto saporito. Un pranzo conviviale, veloce, divertente.

Finito di mangiare, arriva il momento di organizzarci per un pomeriggio di gita, come le persone normali.

Nel senso, le tavole da surf rimangono sul tettino delle auto ed i mariti rimangono al nostro fianco. Che emozione.

Il Vulcano de Los Cuervos – ai confini tra il parco del Timanfaya e La Geria – era la nostra prossima destinazione.

La cosiddetta Caldera de los Cuervos: uno dei primi risultati della mitica eruzione del 1730, che durò in tutto sei anni e che cambiò per sempre la conformazione geografica di Lanzarote.

Questo cono vulcanico dai bordi irregolari, a differenza dei molti altri presenti sull’isola ha una caratteristica fondamentale: si raggiunge facilmente con una passeggiata di mezz’ora.

Una volta arrivati ai piedi di questa caldaia vulcanica, si può decidere se entrare dentro al cono o girarci intorno, proseguendo l’escursione.

Visitare questo vulcano è emozionante e rassicurante, per chi come me soffre di vertigini ed ha il fiato corto. Lo consiglio veramente a tutti, sportivi e non.

Foto ricordo, selfie romantici e chiacchiere: dopo tutto farci contente non è poi così complicato.

Il sole scende veloce all’orizzonte, torniamo lentamente al parcheggio, ancora qualche parola e poi saluti affettuosi.

La giornata è finita, i nostri eroi sono stanchi e domani sono previste onde ed alzata all’alba.

Ma che strano! Il pomeriggio a disposizione è trascorso velocemente, ma Yasmina ed io siamo soddisfatte: basta poco per passare una giornata speciale, quando si è felici ed innamorati.

Viviana Biffani

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