In gita attraverso l’Isla de Lobos

isola di Lobos – Foto di Gerhard Romero

L’Islote de Lobos misura solo 4,58 km², ma ospita più di 130 specie di piante e diverse specie di uccelli.

I suoi fondali marini sono un’area di riserva sottomarina di grande ricchezza ecologica.

Lobos si trova nel mezzo dello stretto di Bocaina, che separa Fuerteventura da Lanzarote.

È una zona di protezione speciale per gli uccelli (ZEPA) e fa parte del Parco Naturale di Corralejo.

La barca vi lascerà al molo, l’unico posto permesso sull’isola per lo sbarco.

Al molo c’è un centro visitatori, un’area di campeggio e, poco più avanti, le case di El Puertito.


Se si prende il sentiero sulla sinistra, si vedrà presto la spiaggia di La Concha o La Caleta, il nome per il forno da calce che si trovava lì e che è stato utilizzato per costruire il faro.

isola di Lobos vista da Fuerteventura

Nelle vicinanze si trova la statua della scrittrice Josefina Plá, nata a Lobos.

Le viste da La Caleta sono imbattibili: le dune di Corralejo appaiono proprio di fronte, separate da acque blu turchese.

Il sentiero continua fino a Las Salinas del Marrajo, attraversando campi di tabacco dolce e ginestre.

Seguendo le indicazioni della Caldera, si sale sulla cima della montagna più alta dell’Islote de Lobos, un cono vulcanico di 127 metri di altezza.

Il sentiero è pieno di pietre vulcaniche e ghiaia, è molto scivoloso e bisogna stare molto attenti, soprattutto quando si scende, il vento soffia forte e può rendere il passo irregolare.

È necessario indossare calzature adeguate per intraprendere la salita.

Dall’alto si ha una vista incredibile su Fuerteventura e Lanzarote.

Una volta scesi da La Caldera, vedrete sulla sinistra il Llano de los Labrantes, dove vivevano gli operai portoghesi che costruirono il faro nel 1860.

Ci sono ancora alcune tracce di questa storia.

Seguendo il sentiero che passa tra Morro de Las Pilas e Morro Escarchado si vede in lontananza il Faro di Martiño, che fu abitato fino al 1968.

Il suo ultimo gestore è stato Antoñito el Farero, al quale il ristorante dell’isola deve il suo nome.

È uno dei pochi posti dove troverete un po’ d’ombra.

Una volta iniziata la discesa, il sentiero vi porterà a Las Lagunitas, un luogo di indescrivibile bellezza, pieno di uccelli.

E, per finire, l’arrivo a El Puertito, il vecchio villaggio di pescatori.

C’è una piccola insenatura e alcune case dipinte di bianco e blu, che danno un tocco idilliaco al paesaggio.

La sua costruzione risale a prima che fosse dichiarata area protetta, poiché oggi è totalmente proibito costruire.

A El Puertito c’è l’unico ristorante della zona.

Servono solo paella e pescaito frito.

Il percorso intorno all’isola di Lobos:

Lunghezza: 12 km

Tempo: circa 4 ore.

Nessuna ombra lungo la strada.

Niente fontane.

E’ molto ben segnalato

Il sentiero è roccioso, prendere gli scarponi da trekking.

Con le infradito è molto difficile camminarci.

È vietato lasciare i sentieri segnalati.

Siate civili, comportatevi bene e non sporcate.

È possibile che ci siano alcune zone che non possono essere visitate a causa della stagione riproduttiva.

Franco Leonardi