Hitler alle Canarie?

Un’inchiesta.

La distanza tra la costa spagnola e quella argentina, come abbiamo visto, è di circa 12mila km.

Si tratta di un viaggio molto lungo, estenuante.

Particolarmente gravoso, poi, per un uomo come Hitler che soffriva di asma e ulcera.

Baer si domanda, dunque, dove un sottomarino possa fare tappa prima di intraprendere la pista atlantica.

La risposta è una sola: le isole Canarie, a quel tempo territorio neutrale in quanto parte della Spagna.


Dopo 1.500 km dalla partenza, sono l’unico posto dove un U-Boot si poteva fermare per fare rifornimento.

La squadra americana, dunque, si sposta a Las Palmas, capitale della Gran Canaria.
La prima persona che incontrano è Francisco Kampof, discendente di una delle più grandi compagnie navali degli anni Quaranta: la Warman House.

Era stata fondata da suo nonno, un ingegnere.

Kampof spiega che durante la guerra gli U-Boot tedeschi facevano regolarmente scalo a Las Palmas, dove facevano rifornimento, riparavano eventuali guasti e caricavano siluri.

A Las Palmas, infatti, si trovava una forte concentrazione di tecnici tedeschi, in stretto contatto con la Germania.

Le comunicazioni radio venivano eseguite con quattro macchine Enigma, cioè con uno strumento che criptava qualunque messaggio inviato via etere.

Solo verso la fine della guerra un gruppo di matematici inglesi riuscì a scoprire, e a decriptare, il metodo di trasmissione.
Gli armamenti dei sottomarini venivano eseguiti in tunnel sotterranei, prossimi al mare.

Javier Duran, un giornalista del posto, rivela che nella zona ci sono circa 7.000 metri quadrati di gallerie, con ventilazione naturale e meccanica.

I tedeschi, insomma, avevano costruito una vera e propria base militare segreta che costituiva uno strategico punto d’appoggio nel bel mezzo dell’Atlantico.
Continuando ad indagare, gli americani scoprono che il primo tedesco ad arrivare alle Canarie fu l’ingegnere Gustav Winter che nel 1930 si trasferì alle Canarie, dove costruì una villa che divenne zona militarizzata sotto il regime di Franco.

Casa Winter

E da allora che i tedeschi cominciarono a costruire la loro base alle Canarie.

Gli americani si recano sul posto dove sorge la villa: si parla di 17 ettari di terreno privato e vulcanico, in prossimità del mare, completamente sgombro di vegetazione, nel mezzo del quale sorge la villa.

Da lì gli occupanti potevano controllare tutta l’area intorno.

Senza ombra di dubbio, quella costruzione in mezzo al nulla è una fortezza, un nascondiglio ideale.

Gli americani riescono ad ottenere il permesso di visitarla dagli attuali proprietari, una società di sviluppo immobiliare che vuole trasformare la villa in un resort turistico.

Oltre a diverse stanze in grado di ospitare più di dieci persone, gli americani trovano anche una specie di struttura medica, completamente piastrellata.

In altre parole, una specie di clinica dove si potevano effettuare operazioni chirurgiche e avere assistenza.

Il posto ideale dove nascondersi, in caso di bisogno.

Soprattutto per un fuggitivo del livello di Adolf Hitler.

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