Lo schifo senza fine

In un articolo uscito su il Giornale.it – politica di Francesco Curridori, del 2 maggio 2020, si racconta della tragedia che alcuni italiani all’estero stanno vivendo grazie al più che discutibile atteggiamento assunto dal Governo italiano e soprattutto dal sig. Di Maio che pare totalmente disinteressato dal destino infelice di quegli italiani residenti all’estero che vogliono tornare in Patria.

Ma andiamo con ordine: prima di tutto andiamo a vedere la tipologia di questi italiani.

Molti, non importa se meridionali e centrosettentrionali, poiché l’Italia, la loro Patria, non era in grado di assicurare un minimo di vita dignitosa a costoro ed alle loro famiglie, hanno assunto la decisione di emigrare in un Paese estero, non importa quale, dove hanno avuto la possibilità di conquistare quell’angoletto dove con la propria opera sono riusciti a condurre una vita decorosa, conquistando anche le simpatie dei locali.

Il distacco dai luoghi dove sono nati e cresciuti, dove hanno maturato la propria personalità, è stato indubbiamente un momento amaro della propria vita. Nessuno vuole espatriare per il semplice gusto di andare chissà dove; ricominciare da capo, adeguarsi alle leggi locali, talvolta in contraddizione con quanto imparato nel Paese d’origine sono fatti che rendono la vita complicata, almeno nei primi tempi di assestamento.

Poi è giunto il COVID-19 che ha creato una situazione grottesca, al di là dell’immaginabile, il lockdown imposto dai vari governi ha posto molti italiani nella condizione di non più avere un lavoro e, dati i tempi non brevi per tornare ad un minimo di normalità, costoro non sono più in grado di mantenersi nel Paese che attualmente li sta ospitando.

La reazione piuttosto naturale è quello, allora, di voler tornare in Italia per attendere tempi migliori nella famiglia che hanno lasciato nel loro Paese d’origine. Il problema che i biglietti hanno un costo proibitivo, per esempio da Città del Messico in Italia si parla di duemilacinquecento euro e se pensiamo che magari al seguito c’è anche una famiglia si arriva facilmente a cifre non raggiungibili dalle risorse economiche di costoro.


Conseguenza di tutto ciò è che stanno vivendo consumando i miseri guadagni duramente ottenuti con la loro attività e ricorrendo anche all’aiuto, non certo esauriente, che possono ottenere dai parenti che vivono in Italia.

Una prima osservazione, che certamente non premia il nostro Governo, è che si dovrebbe imporre un limite di prezzo alle compagnie aeree che stanno sguazzando in questa drammatica situazione.

Le leggi del profitto, in questa situazione, non dovrebbero avere validità, il maggiore è la domanda, maggiore è il costo rappresenta qualcosa di inattuabile proprio per la particolare emergenza del momento.

È oltremodo vergognoso che si possa permettere un comportamento così scriteriato.

Ma se le linee aeree non godono di questa sensibilità umanitaria, dovrebbe essere, appunto, il Governo italiano a provvedere nei tempi e nei modi per favorire il rientro di questi italiani.

Non basta questo, il signore di cui parla l’articolo si è sentito dire da un funzionario dell’ambasciata italiana: adesso vi ricordate che siete italiani e che il vostro Paese è l’Italia.

Spero che il Governo italiano, così ben retto dal signor Di Maio e compagni abbia perlomeno il buon gusto di aprire un’inchiesta per sanzionare questo zelante, quanto mai ottuso (perché non voglio infierire con altri termini che lo apostroferebbero meglio!) funzionario.

Una riflessione che sorge spontanea ci fa pensare al fatto che se i vari componenti dei vari Governi italiani che si sono succeduti nei tempi, anziché pensare alla conquista delle poltrone per soddisfare la loro insana sete di potere, avessero provveduto a generare un tessuto sociale nel quale si pensava, sopra ogni cosa, all’interesse ed al benessere del cittadino italiano, con ogni probabilità la stragrande maggioranza degli emigrati italiani all’estero sarebbero felicemente rimasti nel loro Paese. Non è una colpa espatriare se l’ambiente nel quale si vive è malsano.

Ripariamo i vari danni che i Governi (precedenti ed attuale) hanno generato, aiutiamo i nostri connazionali che vogliono rientrare offrendo loro un Paese degno d’essere tale, un grande Paese quale potrebbe essere, ma non è!

di Stefano Dottori