Silvia sì Silvia no

Nel circo di esagerazioni attorno al riscatto della Silvia meno amata dagli italiani, è molto difficile dire chi ha ragione e chi ha torto.

Hanno ragione tutti i ragazzi che vanno in contromano rispetto ai libri di storia delle scuole italiane, che menzionavano un mondo non europeo e non americano solo per fare l’elenco delle colonie, suddivise equamente fra cattolici e protestanti, che avevano in comune solo l’amore per la violenza e la convinzione che i modelli di civiltà diversi dal loro non meritassero rispetto.

Hanno torto tutti gli iscritti alla retorica che siccome ieri abbiamo calpestato culture e civiltà differenti dalla nostra senza nessun diritto, oggi negro è bello e musulmano è giusto anche se gli africani fanno la cacca davanti al Colosseo e i musulmani fanno saltare le chiese con i fedeli dentro.

Hanno ragione i giovani che fanno volontariato, che si rimboccano le maniche e aiutano i più deboli ovunque e comunque nel mondo.

Hanno torto i modaioli di sinistra che girano il mondo con i conti pagati dai contribuenti e usano i paesi sottosviluppati come Boldi e De Sica Cortina d’Ampezzo: se la tirano perché sono stati lì.

Hanno ragione quelli che sottolineano che abbiamo fatto assassinare Aldo Moro per non pagare il riscatto alle Brigate Rosse e ritengono che una ragazzina, che è andata a cercare guai senza un mandato del governo, non sia un affare di Stato.


E’ anche vero che in tutti i casi il fondamentalismo islamico è un pericolo ben più grave delle Brigate Rosse e finanziarlo è una follia.

Hanno torto quelli che imputano a Silvia la colpa del pagamento del riscatto perché non aveva né la forza né gli strumenti per influenzare una decisione presa ad un livello di vertice per ragioni di bottega e pubblicità che con la sua vita non hanno nulla a che vedere, semmai, hanno a che vedere con una linea politica improntata al sensazionalismo e la propaganda che non è una responsabilità di Silvia.

Lei è solo uno strumento.

Cosa dobbiamo pensare alla fine?

Offro solo una fra tante opinioni come sempre, come mero spunto di riflessione.

Il modello sanitario Lombardo, il mega ospedale allestito alla fiera di Milano, è costato 26 milioni e attualmente ospita DUE persone, il crack della Parmalat ha falciato vite e speranze di migliaia di risparmiatori innocenti, lo scandalo del Monte dei Paschi ha visto cambiare un intero sistema bancario per coprire colpevoli e condannare innocenti con un colpo di stilografica, il Lodo Alfano ha visto l’avvocato privato del Presidente del Consiglio diventare Ministro della Giustizia e varare una legge retroattiva saltando il Parlamento per depenalizzare un reato gravissimo del suo cliente e tirarlo fuori dalla galera certa che lo attendeva…

La mia opinione dunque, è che in mezzo a tanti scempi dei quali abbiamo tutti gli elementi per prendere posizione, scatenare i guerrieri di cartapesta in merito ad uno del quale ci mancano elementi certi di giudizio e non né peggiore né diverso rispetto a tutti gli altri precedenti, non è la cosa più utile né la più necessaria da fare adesso.

Silvia?

Personalmente non mi piace ma se tornassimo indietro e la lasciassimo dov’è non vivremmo comunque in un paese più giusto o migliore.

Cosa hanno fatto e cosa faranno gli haters dei social per cambiare in concreto un paese ridicolo, spietato, senza speranza, senza più foglie di fico, che ci vuole sconfitti e inermi?

Da molto tempo a questa parte ho la certezza che la risposta è niente.

Non faranno assolutamente niente.

Non saranno le bottiglie lanciate a Silvia né la pietosa retorica di chi la considera Madre Teresa a modificare la rotta.

ClaudiaMaria Sini