A.P.I.C.E. ITALIANI all’estero, sono sempre Italiani

In uno Stato che si rispetti l’influenza del Ministro degli Esteri gioca un ruolo fondamentale nelle relazioni tra i vari Paesi che popolano questo pianeta.

Il nostro rappresentante al Ministero degli Esteri si chiama Luigi Di Maio, un giovane  con buona proprietà del linguaggio ed una preparazione politica, in questa occasione forse doveva limitarsi a delle dichiarazioni che hanno suscitato malumore.

Già in tempi recenti l’A.P.I.C.E. (Associazione Pensionati Italiani e Connazionali all’Estero) si era espressa, tramite l’intervento del Presidente, Giuseppe Bucceri, sottolineando l’inefficacia ed in certi casi l’assoluta assenza degli interventi del Governo italiano per quanto riguarda il rientro in Patria dei Connazionali che si sono trovati sul suolo straniero nel momento del lockdown emesso dai vari Paesi a causa del diffondersi del COVID-19.

La cosa che rattrista di più è sentire il Ministro Di Maio che alla trasmissione del 15 u.s. su “Striscia la notizia” fornisce allo spettatore una serie di notizie per niente corrette, anzi tendenziose e fuorvianti.

Naturalmente, viene spontaneo guardare nel giardino del vicino (gli altri Stati europei) ed osservare che le azioni concretizzate dagli altri Paesi sono molto più efficaci rispetto a quelle vantate dal nostro esimio Ministro degli esteri.

Lui parla di due aerei allestiti per il rientro in Patria degli italiani, la Germania, per esempio, parla di trenta aerei, lui parla di aerei semivuoti, ma allora da dove vengono tutte queste lamentele?


Forse qualcosa è stato organizzato male? Forse le Ambasciate non sono all’altezza di gestire quanto avviato dalla Madre Patria? Forse le Ambasciate non erano in grado di gestire per la superficiale organizzazione di rientro dei nostri Connazionali all’estero.

Il sig. Di Maio, successivamente, ha parlato di connazionali all’estero che pagano le tasse all’estero, ma il sig. Di Maio, allora, non è informato che i pensionati che hanno servito lo Stato ( ex Inpdap ) pagano ancora le tasse in Italia, pur essendo residenti all’estero?

Il suo discorso ha poi anche toccato la questione dei costi dei biglietti che hanno raggiunto cifre impensabili.

Ma in caso di necessità per gli italiani, perché il Governo non si è attivato per precettare alcune compagnie aeree obbligandole a prezzi decenti?

Però si possono tagliare le pensioni tanto i vecchi non costituiscono un grosso pericolo: sono disillusi, hanno perso lo spirito combattivo, diciamo pure che non gliene frega più niente.

Allora fatti fuori i vecchi, è bene non perdere più di tanto tempo anche con gli italiani all’estero (attenzione, ci sono anche quelli che viaggiavano per turismo).

Un’abile forma di ghettizzazione, gli italiani all’estero danno fastidio.

Per citare l’inimitabile oratoria di Cicerone (Marco Tullio) verrebbe da dire: “Quousque tandem abutere, Di Maio, patientia nostra?”.

Chi ha nel proprio DNA il desiderio di fare politica deve anche essere in grado di decisioni degne di un capo che dimostri di avere a cuore chi l’ha votato o chi lo vuole capo. Anche chi sta all’estero VOTA.

di Stefano Dottori