Il volto delle streghe

Cinque ritratti di streghe canarie elaborati dall’Inquisizione.

A metà strada tra talento e ispirazione, mesi fa la mostra Bruxas è stata allestita nel Museo del Castillo de Mata nella città di Las Palmas de Gran Canaria.

Una galleria di ritratti di dieci streghe canarie, una mostra che abbiamo avuto modo di visitare e della quale, ora, vogliamo condividere qualche breve impressione.

Il successo della mostra è stato tale che l’Assessorato alla Cultura del Comune di Las Palmas aveva deciso di prolungare le visite fino alla prima settimana di marzo.

Il curatore e ideatore della mostra, è l’inquieto storico Gustavo A. Trujillo Yánez, mentre la sua cristallizzazione sulle tele è stata eseguita dallo storico e vignettista Daniel Puerta.

La proposta si distingueva per la sua semplicità e per la mancanza di pretese, senza inutili artifici.


Hanno semplicemente immaginato e condiviso l’aspetto che avrebbero avuto dieci donne canarie, perseguite dalla Santa Inquisizione dopo essere state accusate di stregoneria e stregoneria tra il XVI e il XIX secolo.

La lettura dei documenti storici, oltre a fornire informazioni che permettono di elaborare un embrionale ritratto di ciascuna di esse grazie alla loro età e alla condizione sociale, aiuta anche a farsi un’idea del contesto in cui si sono svolti i casi.

Inoltre è indicativa anche dei pregiudizi che hanno portato alla stigmatizzazione delle donne ribelli come padrone delle arti oscure e adoratrici del diavolo, che si sono mostrate libere, o di quelle che le circostanze avverse della vita avevano messo in una situazione difficile.

Vediamo nei dipinti donne comuni, prive di volti vergognosi, senza le scope volanti o le sculture di fuoco fumanti, le cui pozioni sono di solito custodite nell’immaginario letterario dagli eterni complici e confidenti delle streghe, i gatti neri.

Anche le streghe e i maghi canari, avendo più fortuna di quelli di altri luoghi dove sono stati perseguitati con maggiore virulenza, sono stati bersaglio di varie ingiustizie, di emarginazione e disprezzo.

A queste donne vennero inflitte la tortura, l’umiliazione, le multe e l’esilio, ma è anche vero che un buon numero fu assolto senza gravi conseguenze.

La razza, l’occupazione o lo status di madre single o vedova era spesso il punto di partenza per essere individuate come responsabili di qualche disgrazia personale o collettiva.

La malvagità umana, la fantasia e la paura hanno fatto il resto, trasformando nel male coloro che erano semplicemente diverse o percepite come tali.

Tra i dieci ritratti di streghe canarie ne abbiamo selezionati cinque.

Maria Hernandez era una musulmana moresca convertita al cristianesimo, vedova e madre di due figli, si guadagnava da vivere a Telde, nel XVI secolo, come meglio poteva, prescrivendo piante medicinali o indovinando la sorte.

Nel processo del 1521 fu vittima di una tortura che abbiamo spesso visto nella finzione moderna, quella della tela imbevuta d’acqua, e alla fine fu assolta.

Maria  Garcia era nata nel 1568 a Teror e perseguita nel 1608 con l’accusa di stregoneria e patto con il Diavolo.

Era una donna di “cattiva vita”, una madre single, accusata di adulterio, amante di un vicino e causa di grandi scandali e mormorii.

Fu accusata dai suoi stessi clienti, e fu condannata a varie pene ed esilio.

Francisca Baez, di antenati moreschi, nacque a Lanzarote nel 1570 e visse a Teguise.

Fu catturata dai pirati, ma fu liberata senza grandi conseguenze.

Curava con erbe e pozioni, leggeva il futuro con il classico piombo fuso e interpretando l’aspetto degli escrementi di cammello e di capra.

Il suo processo si concluse con l’esilio a Madeira.

Catalina El Rato era sposata e residente nel quartiere di San Roque, nella città di Las Palmas.

Si dedicava alla stregoneria, indovinando il futuro, preparando intrugli, amuleti e tutto ciò che serviva per rispondere alle richieste dei suoi clienti.

Essa incarnava il prototipo della donna emarginata per le sue arti magiche.

Fu perseguita, senza conseguenze, nel 1794.

Jeronima De La Vega era originaria di Tejeda, nacque intorno al 1795.

Quando aveva dieci anni, nel 1805, fu avviato un processo contro di lei dopo che confessò di essere una strega davanti a un cittadino di Teror, che lo disse al prete e questi al tribunale.

Alla fine venne rilasciata, ma nelle sue dichiarazioni aveva assicurato di aver partecipato attivamente alle congreghe, volando e diventando addirittura una formica.

Claudia Di Tomassi