Problemi amministrativi ritardano la preparazione del campo per gli immigrati

Il terreno ceduto dall’Autorità Portuale per essere gestito dalla Croce Rossa è in Zona Franca e ha un uso industriale o è legato all’attività portuale, per cui è richiesta una compatibilità territoriale.

La soluzione fornita dallo Stato per gestire gli immigrati che traboccano dai centri di accoglienza delle Canarie non sarà attuata con l’urgenza inizialmente prevista.

Il campo che la Croce Rossa doveva gestire ad Arinaga, su un terreno ceduto dall’Autorità Portuale, ha incontrato problemi amministrativi che ne rallentano l’attuazione.

Il terreno si trova nella Zona Franca ed è stabilito che può ospitare solo attività industriali o legate all’attività portuale. Il nuovo uso che il Governo intende dare alla terra per l’accoglienza degli stranieri giunti nelle isole in pateras non è contemplato in questa terreno, e richiede quindi un rapporto di compatibilità, cioè si deve trovare una “collocazione” nella pianificazione urbanistica del comune di Agüimes

Questa procedura, secondo la ONG, renderà impossibile l’apertura delle strutture alla data prevista.

Considerate le difficoltà di spazio per l’assistenza agli immigrati, aggravate dalle condizioni imposte dalla crisi sanitaria e dall’obbligo di rispettare una quarantena di 14 giorni, la Croce Rossa, in coordinamento con la Delegazione del Governo, continua a lavorare in un campo che avrà carattere “temporaneo” con una capacità di 600 immigrati, che potrà essere estesa a 900, e nel quale l’ente umanitario ha previsto che tra 200 e 300 persone lavoreranno per assisterli.


Il lavoro è iniziato all’inizio della settimana scorsa con una stima di circa 15 giorni.

Ma ora la Croce Rossa dice che il campo non sarà pronto “tra tre settimane o un mese” a causa di problemi burocratici, anche se i lavori non si sono fermati.

Lunedì scorso i tecnici del Comune hanno incontrato il presidente della Croce Rossa, Antonio Rico, per conoscere lo sviluppo del progetto.

Al momento, indicano fonti comunali, la Delegazione del Governo non ha iniziato il trattamento di alcun permesso o licenza e hanno solo allacciato l’acqua. L’Autorità Portuale deve inoltre effettuare l’iter burocratico e avviare una procedura per definire i criteri per l’insediamento delle società nella Zona Franca.

Inoltre, altre aziende che, prima della decisione di creare un campo ad Arinaga, avevano già avviato le procedure per insediarsi in questa zona e chiedono che si tenga conto delle loro iniziative.

dalla Redazione