Queste sono le nuove condizioni dell’ERTE

Oltre a sconti sui contributi previdenziali, il regio decreto legge include gli aspetti che rimangono del precedente accordo: il miglioramento della tutela della disoccupazione per i lavoratori colpiti o l’impegno a mantenere l’occupazione per sei mesi.

Il nuovo quadro che disciplinerà l’ERTE relativo alla pandemia di covid-19 fino al 30 settembre è in vigore, secondo il decreto legge reale pubblicato nel Bollettino ufficiale dello Stato (BOE) di sabato 27 giugno.

Così, il regio decreto legge – approvato frutto dell’accordo tra datori di lavoro, governo e sindacati – include i nuovi schemi di esenzione nel pagamento dei contributi sociali per le imprese che fanno parte di un ERTE, in tutto o in parte, nei prossimi mesi e che vanno dal 70% al 25%, e comprende un caso specifico in caso di riapertura con esenzioni un po’ più consistenti.

Oltre a questi sconti sui contributi previdenziali, il regio decreto legge riprende gli aspetti che rimangono dell’accordo precedente: il miglioramento della tutela della disoccupazione per i lavoratori colpiti o l’impegno a mantenere l’occupazione per sei mesi.

Per le aziende che partecipano per la prima volta ad un ERTE, i dettagli della regola, questo impegno – che nel precedente ERTE ha iniziato a funzionare dal momento in cui l’azienda ha incorporato il primo dipendente – inizierà a contare proprio da sabato, cioè non potranno ridurre il loro organico fino alla fine di dicembre.

Le aziende che fanno parte di ERTE non potranno permettere ai loro lavoratori di fare gli straordinari, né potranno eseguire nuovi contratti o subappalti (a meno che non si tratti di una categoria professionale che non esiste nella loro azienda).


Rimane anche l’impossibilità di operare nei paradisi fiscali o di distribuire dividendi.

Il testo stabilisce anche le misure di tutela dei lavoratori autonomi fino a settembre, a cui hanno diritto 1,4 milioni di euro, e un’indennità straordinaria di licenziamento per i lavoratori stagionali.

Per accedere a questo nuovo aiuto, che può essere riscosso per un massimo di quattro mesi, il governo stabilisce diversi requisiti, come l’essere stato attivo per almeno cinque mesi nel periodo compreso tra marzo e ottobre 2018 e 2019 o il non aver ottenuto nel corso dell’anno 2020 un reddito superiore a 23.275 euro.

Si ordinano inoltre la formalizzazione per iscritto entro un mese dai contratti verbali di lavoro dei pescatori in vigore al momento dell’entrata in vigore del regio decreto legge e riconoscono lo status di “ultraperiferico” delle Isole Canarie fino alla ripresa del traffico aereo internazionale.

dalla Redazione