Cinque spiagge delle Canarie, tra le più inquinate della Spagna

La distinzione di “bandiera nera” è legata all’inquinamento e alla cattiva gestione di queste spiagge.

Ben Magec-Ecologistas en Acción riferisce di aver assegnato 48 “bandiere nere” per l’inquinamento e la cattiva gestione in Spagna, cinque delle quali nelle Isole Canarie, a Corralejo, Islote de Lobos, Playa de la Nea, Puerto de Fonsalía e La Tejita.

Spiega che una delle “bandiere nere” è la costruzione di un complesso alberghiero costruito nelle dune di Corralejo (Fuerteventura), che colpisce il sistema dunare e minaccia di uccidere uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità e necessari per fermare il cambiamento climatico, il sebadales di Corralejo (oasi di flora e fauna nel fondo sabbioso).

Sempre nella provincia di Las Palmas, ha assegnato una “bandiera nera” a un’azione sull’isolotto di Lobos, un parco naturale protetto, che ha una capacità di visitatori di 200 persone.

Per “magia, senza controllo scientifico, l’intenzione è quella di passare a 704 persone”, dice l’organizzazione ambientalista, che aggiunge che è importante sottolineare che sull’isola di Lobos il processo di depurazione non funziona e il controllo degli scarichi fecali rimane irrisolto, per cui il governo delle Canarie lo indica come un punto rosso di scarichi.

Nella provincia di Santa Cruz de Tenerife, una delle “bandiere nere” corrisponde alla situazione degli scarichi terra-mare sulla spiaggia di Playa de la Nea e Playa de Radazul (a El Rosario-Tenerife).


Ben Magec afferma che, in assenza di nuovi dati pubblici e in attesa della risoluzione della Commissione Europea su quindici scarichi illegali e la conseguente multa multimilionaria, in molte zone della provincia mancano le infrastrutture igienico-sanitarie, con abbondanti centri abitati che non hanno reti fognarie e ricorrono all’uso di fosse settiche e pozzi filtranti.

Un’altra “bandiera nera” è per il progetto del porto di Fonsalía, a Guía de Isora (Tenerife), che lo riceve per il terzo anno consecutivo per cattiva gestione ambientale.

La costruzione di questo porto, secondo Ben Magec, non solo intensificherebbe i problemi di conservazione (collisioni, stress e disorientamento dei cetacei prodotti dalle imbarcazioni, rischio di inquinamento da sversamenti, deterioramento generale degli habitat), ma attraverserebbe orizzontalmente l’Area Speciale di Conservazione, frammentando l’ecosistema e influenzando negativamente il transito delle specie.

La terza “bandiera nera” della provincia di Santa Cruz de Tenerife è per il progetto di costruzione di un hotel sulla spiaggia di La Tejita, a Granadilla (Tenerife).

Ben Magec fa notare che La Tejita, che è la spiaggia più grande di Tenerife e l’ultima del sud che conserva un aspetto vergine, si trova ai piedi della Riserva Naturale Speciale Montaña Roja e possiede una biodiversità ricca e unica, che la rende un’Area Speciale di Protezione degli Uccelli (ZEPA) e un’Area Speciale di Conservazione (ZEC), facente parte della rete europea Natura 2000.

È in questa enclave naturale e di passaggio che “si sta combattendo una pietra miliare nella battaglia per la conservazione delle nostre coste, con una disputa legale, finora silenziosa, promossa dall’ATAN (l’Associazione degli Amici della Natura di Tenerife) e da Salvar la Tejita”, spiega Ben Magec.

dalla Redazione