Essere vecchi oggi è quasi una consolazione

Questa mattina, mentre andavo al lavoro, vedere ancora gente con le mascherine mi ha ricordato da dove vengo e cos’era l’Italia alcuni decenni fa.

Partirei dalle donne.

Del resto sono un maschio e la mia vita s’è svolta in quel senso.

Le ragazze erano molto più concrete e realiste, disdegnavano l’apparire come un’abitudine da cafona, e quindi erano disponibili bellissime giovani anche per chi non avesse una casa cinematografica o uno yacht da 50 metri.

La gente lavorava in settori seri, dove lavorare voleva solamente dire produrre e rivendere creando valore aggiunto, mentre tutti gli altri mestieri da ufficio pubblico venivano riservati ai buoni a nulla.

Avere la finanza in casa era considerata una disgrazia al pari di un’alluvione o terremoto, che però si risolveva quasi sempre pagando qualche mazzetta e qualche multa simbolica.


Almeno così dicevano.

C’era effettivamente la “Libertà”, forse troppa perché fra le tantissime cose positive, l’inquinamento free era un problema enorme.

Poi successero due cose che io osservai molto bene: La droga e le reti private televisive.

La droga decimò la gioventù di allora che poi con l’Aids e le siringhe fu una strage.

Nota molto più leggera, le belle ragazze sparirono assorbite dal nuovo mondo dello spettacolo e fu così che anche le racchie se la tiravano.

Saltando ad oggi, siamo con il raddoppio dei drogati, ma di cocaina, in maniera trasversale e attivi in ogni posto anche istituzionale.

La percentuale di nullafacenti e nulla producenti è aumentata a livelli esponenziali, ormai non è possibile neppure quantificare quanto gente percepisce uno stipendio, una pensione, un vitalizio, senza produrre nulla ma solamente per il fatto di esistere e dipendere dalle sorti di un partito.

Il danaro non è più una conquista ma un diritto acquisito e la sensazione più brutta è che nonostante il debito, nonostante sia palese la scemenza di dare soldi a tutti ad cazzum e importarne altri dall’Africa, tutto vada avanti come al maiale a cui qualcuno porta sempre la ghianda da mangiare.

Anche il recinto delle Libertà è sempre più stretto, siamo diventati un immenso allevamento, con tanti allevatori che si contendono i presunti benefici.

Siamo messi male, molto male, io che vengo da un tempo lontano, lo avverto forse più di altri, la mancanza di LIBERTA’, specialmente in un paese di legislatori cialtroni, magistrati intoccabili e parlamento ormai ridotto ad una burla.

Domenico Balducci