Aire o non Aire?

Un giovane che espatria prima o poi arriva al dunque.

Mi iscrivo o no all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero?

Che si tratti di Londra, Parigi o Isole Canarie, i cittadini italiani che trascorrono più di 12 mesi fuori Italia sono obbligati a spostare la propria residenza nel nuovo Paese in cui soggiornano iscrivendosi, appunto, all’Aire.

Ma di fatto sono molte le persone a violare tale obbligo, nonostante la legge con cui si istituisce l’Anagrafe dei residenti all’estero (n. 470/88) preveda che l’iscrizione possa essere effettuata d’Ufficio dai consolati competenti in base a dati in loro possesso e agli accertamenti fatti.

Spesso, a tenere lontani dall’iscrizione è la confusione che aleggia attorno alla questione.

Se si dà un occhio al web, è facile trovare i diritti che si acquisiscono, come il voto all’estero, ma raramente si nominano anche quelli che si perdono, come l’assistenza sanitaria nazionale.


E spesso non si sa, ad esempio, che i cittadini residenti all’estero possono chiedere il rimborso dell’Iva sulle merci acquistate in Italia.

Ci si iscrive all’Aire se si è cittadini italiani e si intende spostare la propria residenza all’estero per un periodo superiore ai dodici mesi.

Ci si iscrive all’anagrafe della popolazione italiana residente all’estero anche se si è cittadini italiani nati all’estero e da sempre residenti al di fuori del territorio italiano.

Oppure se si acquisisce la cittadinanza italiana all’estero.

L’iscrizione all’Aire (gratuita) comporta la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente (Apr) del comune italiano di provenienza e l’inserimento del proprio nome nei registri di iscrizione all’Aire.

L’iscrizione all’Aire si fa tramite il portale FAST IT (Farnesina Servizi Telematici per Italiani all’estero – ex “SECOLI”) previa registrazione dell’utente nel sistema; il portale permette al cittadino di chiedere l’iscrizione AIRE compilando on-line il modulo di iscrizione ed allegando il documento d’identità e la prova di residenza di tutti i membri della famiglia. 

Dopo la registrazione e dopo aver attivato il proprio account, è necessario accedere nuovamente al portale e aprire una pratica AIRE selezionando “Anagrafe Consolare e AIRE” tra i servizi disponibili. 

Se non si dispone di PC, stampante o scanner oppure in caso di problemi tecnici – poiché non è possibile fornire assistenza personalizzata – la richiesta si può presentare, per le Isole Canarie, per posta cartacea in busta chiusa indirizzata alla Cancelleria Consolare (Calle Agustín de Betancourt, 3 – 28003 Madrid) inviando l’apposito modulo firmato dal dichiarante e gli altri documenti richiesti dalla Cancelleria Consolare di Madrid.

Se non si è né pensionati, né lavoratori in distacco, si perde il diritto all’assistenza sanitaria in Italia e non è prevista la copertura sanitaria all’estero a carico dello Stato italiano.

Occorre quindi organizzarsi con assicurazioni private.

In Italia si perde il diritto al medico di base, all’assistenza ospedaliera tramite mutua e all’acquisto dei medicinali dietro pagamento del ticket.

Tuttavia, i cittadini italiani Aire che rientrano temporaneamente in Italia possono ricevere l’assistenza sanitaria gratuita da parte del Servizio sanitario nazionale autocertificando il proprio status di emigrante.

Ma si tratta di assistenza limitata alle prestazioni ospedaliere urgenti, non cure programmate, e per un periodo massimo di 90 giorni.

L’iscrizione all’Aire non basta per potere affermare di risiedere fiscalmente all’estero e pagare le tasse solo in quel Paese. Entra in gioco, infatti, il concetto di «domicilio fiscale».

I cittadini italiani residenti all’estero hanno il domicilio fiscale nel Comune italiano nel quale hanno prodotto il reddito (o, se l’attività viene svolta in più Comuni, nel Comune in cui hanno prodotto il reddito più elevato), mentre i cittadini italiani che risiedono all’estero ma prestano servizio per la pubblica amministrazione hanno il domicilio fiscale nel Comune di ultima residenza in Italia.

L’Irpef, imposta sul reddito delle persone fisiche, è pagata dagli iscritti all’Aire qualora si possiedano redditi in denaro o in natura di tipo fondiario (derivanti da terreni o fabbricati), capitale (interessi, dividenti, rendite), lavoro dipendente (compresa la pensione), lavoro autonomo, impresa.

Ma anche in caso di lavoro occasionale, affitto di terreni per uso non agricolo e plusvalenze.

E comunque solo in caso tali redditi siano stati prodotti in Italia.

Anche le persone non residenti nel territorio dello Stato sono obbligate al pagamento delle addizionali regionale e comunale all’Irpef se, nell’anno di riferimento, risulta dovuta l’Irpef.

I cittadini italiani iscritti all’Aire possono chiedere il rimborso dell’Iva pagata sulle merci acquistate in Italia.

Per farlo, bisogna presentare al commerciante italiano il proprio passaporto aggiornato con l’indirizzo estero di residenza o un certificato di residenza all’estero e chiedere il rilascio di una dichiarazione di esenzione Iva.

Questo documento va presentato in aeroporto alle autorità doganali cui si chiede il rimborso.

Redazione