L’attività ecclesiale di Padre Giuliano Costalunga

L’attività ecclesiale e la valorizzazione della preghiera nei luoghi come è intesa da Padre Giuliano Costalunga

Molti ricorderanno gli articoli scritti su Giuliano Costalunga, il prete cattolico gay che non ha voluto rinunciare all’abito e si è sposato un uomo nell’isola di Gran Canaria.

La lotta da lui intrapresa è unica nel suo genere e lui è unico nelle sue affermazioni tra le quali eccheggia tonante quella che sostiene il concetto che il Signore nella Sua perfezione non può sbagliare creando alcuni uomini ed alcune donne appartenenti al mondo arcobaleno LGBT. Se fosse un errore, questo scontrerebbe con il fatto che Dio è Onniscente, Onnipotente, ecc.. Invece, chi asserisce che questa parte della popolazione è sbagliata non fa altro che ribadire il fatto che il Dio Todopoderoso è fallace, ma questa è una vera e propria blasfemia (o se preferite una bestemmia) che la Chiesa Cattolica Romana insiste ancora a generare.

Pur continuando nella sua battaglia, e presto uscirà un libro biografico che racconterà le vicissitudini che ha dovuto attraversare e che ancora sta affrontando grazie all’assurdo comportamento della Chiesa Romana, Giuliano non ha dimenticato che lui è un prete cattolico (ora prete cattolico incardinato nella Chiesa Vetero Cattolica) e sente il dovere, ma anche la necessità di diffondere la Parola del Signore, al di là di tutti quei teatrini e farse che si sono venuti a generare a causa delle sue scelte di vita. Il fatto è che lui ha sempre sognato di essere prete e non può immaginare la sua vita senza poter ricoprire questo ruolo.

Così, ora che ha raggiunto anche un ottimo livello di conoscenza della lingua spagnola, ha deciso, periodicamente, di celebrare la Santa Messa della domenica in luoghi diversi dell’isola, luoghi nei quali possano risaltare le peculiarità specifiche della terra che lo ha accolto ed in cui sta vivendo, nella semplicità e nella naturalezza, un po’ come quando Gesù radunava quei fedeli che lo volevano ascoltare e che sentivano il richiamo delle Sue parole e raccontava le Sue parabole con le quali insegnava a trovare la strada da percorrere che porta all’Altissimo, Suo Padre.

Inoltre, Giuliano ha promesso che si recherà presso le famiglie che lo contatteranno per celebrare la Santa Messa domenicale e per questo chi volesse potrà contattarlo tramite face book, scrivergli per fissare un accordo-appuntamento per la realizzazione dell’evento religioso.


Questo esperimento lui l’ha già iniziato a metà giugno celebrando la Santa Messa sulle dune di Maspalomas, con l’assistenza del marito Paolo che girava il video e di due amici che hanno voluto presenziare alla cerimonia. Chi volesse vedere la ripresa di tutto l’evento potrà andare su face book ed entrare nella pagina di Giuliano Costalunga.

La cerimonia è stata semplice, ha unito la bellezza della natura del posto con la preghiera semplice innalzata al Signore e il tutto ha confezionato quell’atto di vero Amore, puro e sincero, indirizzato al nostro Creatore: l’Eucarestia.

Lo scopo di questa iniziativa è quella di rinverdire gli usi ed i costumi dei primi tempi della comunità cristiana, aperta a tutti e anelante, senza alcuna discriminazione, alla riunione con il Padre.

In via ordinaria i sacerdoti per celebrare l’eucarestia non vestono normalmente, ma indossano i “paramenti” liturgici. Sono degli abiti che rispecchiano il modo di vestire comune dei primi secoli della comunità cristiana. All’inizio i cristiani si riunivano nelle case private per ricordare la Cena del Signore e anche i presbiteri vestivano come gli altri.
Giuliano in quell’occasione indossava l’amitto, il cingolo, la stola e la pianeta color crema.

di Stefano Dottori