SCAMBIO DI INFORMAZIONI FISCALI TRA GLI STATI EUROPEI

Il 21 novembre 2013, in ritardo di quasi un anno, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri italiano lo schema del decreto legislativo relativo al recepimento della direttiva comunitaria 2011/16/UE sulla cooperazione amministrativa nel settore fiscale. Quest’ultima stabilisce nuove regole e procedure per la cooperazione tra i paesi dell’Unione europea (UE) sopratutto per ciò che concerne lo scambio di informazioni rilevanti in materie di imposte.

In particolare, la direttiva in esame abroga la precedente direttiva 77/799/CEE, ed introduce una serie di norme e procedure volte a favorire lo scambio di informazioni tra le autorità incaricate per l’amministrazione e l’applicazione delle leggi nazionali nel settore fiscale.

Le nuove disposizioni riguarderanno tutte le imposte, con alcune eccezioni.

Restano, infatti, escluse dall’ambito oggettivo della direttiva le norme che regolano:

a) l’imposta sul valore aggiunto (IVA) e i dazi doganali o accise contemplate da altre normative UE;

b) i contributi previdenziali obbligatori dovuti al paese europeo;


c) i diritti per certificati rilasciati da autorità pubbliche, e le tasse di natura contrattuale, quale corrispettivo per pubblici servizi.

La direttiva, quindi, avrà come obiettivo quello di attivare anche in Italia un nuovo scambio informativo con gli altri stati membri relativo a redditi derivanti da lavoro e immobili, e rappresenta un ulteriore sistema normativo di contrasto all’evasione a livello internazionale, che include altre direttive già vigenti quali, ad esempio, la direttiva sul risparmio e la direttiva sull’assistenza reciproca di recupero crediti tributari.

In particolare, si amplierà il sistema di identificazione, analisi e scambio internazionale delle informazioni fiscalmente “sensibili” dei contribuenti residenti all’estero, oggi limitato solo all’ambito oggettivo dei redditi di natura finanziaria. Ricordiamo infatti che il 12 giugno 2013 l’Unione europea ha esteso le regole già adottate con la direttiva in esame, oltre che ai redditi da risparmio, anche ad altre tipologie di reddito:

a) i compensi professionali;

b) le polizze sulla vita non coperte da altre direttive;

c) le pensioni;

d) proprietà e redditi immobiliari.

In merito alla procedura di scambio di informazioni, è necessario evidenziare che ogni Stato membro, su richiesta dell’autorità richiedente, sarà obbligato a trasmettere le informazioni in suo possesso relative a casi di presunta evasione fiscale. Infatti, l’autorità dello Stato interpellato dovrà procedere come se agisse per conto proprio o su richiesta di un’altra autorità del proprio Paese. Di conseguenza, gli Stati membri non potranno rifiutarsi di fornire le informazioni soltanto perché esse siano detenute da una banca o da altri tipi di istituzioni finanziarie.

A decorrere dal 1 gennaio 2014, quindi, ogni autorità nazionale competente sarà obbligata a trasmettere alla corrispondente autorità di qualsiasi altro paese UE, attraverso modalità di scambio automatico, le informazioni riguardanti i residenti in tale altro paese UE sulle suddette categorie di reddito (redditi da lavoro; compensi per dirigenti; prodotti di assicurazione sulla vita; pensioni; proprietà e redditi immobiliari).

Inoltre, la direttiva n. 2011/16 individua alcune situazioni tipicizzate in cui le autorità nazionali competenti saranno tenute a comunicare, in maniera spontanea, le informazioni in proprio possesso alle corrispondenti autorità dei paesi richiedenti. Le circostanze che determineranno tali situazioni saranno rinvenibili, tra l’altro, qualora l’autorità competente di un paese UE abbia motivo di presumere che esista una perdita di gettito fiscale, ovvero una riduzione d’imposta risultante da trasferimenti fittizi di utili all’interno di gruppi d’imprese, nell’altro paese UE.

Avv. Michele Paolo Cicconi