Vendemmia magra quest’anno

Il raccolto chiude con 1,2 milioni di chili, il quarto più basso in 20 anni

Il settore stima che la produzione, in fondo, non sia così bassa dopo una siccità così ostinata come quella di quest’anno.

La vendemmia 2020 sta per terminare, con gli ultimi grappoli di Listan Negra e Moscatel che saranno consegnati il prossimo fine settimana e, in linea di massima, secondo i dati forniti dall’Organismo di Regolamentazione (CR), tutto indica un volume di raccolta di 1,2 milioni di chili.

Il risultato non sembra poi così male, nonostante la persistente siccità di quest’anno in cui si può dire che non ha piovuto e la vite è stata molto debole per la prossima stagione, in attesa che i dati delle piogge dei prossimi mesi migliorino.

Per quanto riguarda i dati, in assenza di una chiusura definitiva – anche se non si prevedono grandi variazioni – fino a ieri il CR aveva registrato 855.000 chili di uva bianca malmsey, e si prevede che il dato definitivo si attesti al massimo a 875.000, con questa varietà che segna la maggior parte del raccolto.

Per quanto riguarda il resto delle varietà, la listan bianca, fino a ieri erano stati contati 66.600 chili e si prevede che la chiusura rimarrà a 70.000 chili. La varietà nera, fino a ieri era stata consegnata a 102.000 chili e alla chiusura si stima che raggiungerà i 120.000 chili e il moscato sarà di circa 40.000 chili.


Con questi risultati, si può dire che il raccolto di quest’anno è il quarto più basso in termini di quantità dal 2001, gli anni in cui il Consiglio Regolatore ha contato, dato che nel 2001 sono stati raccolti 946.000 chili; 773.000 nel 2002; 716.000 nel 2003; 716 nel 2011; 695.000 nel 2016 (il più basso di tutti quelli registrati nel CR) e 1,2 milioni nel 2020.

Alla luce del risultato, il settore sembra essere soddisfatto, sapendo che si è trattato di un’annata molto atipica e soprattutto che si temeva che il volume di uva raccolta potesse essere inferiore, data la mancanza di acqua.

Tuttavia, secondo gli esperti consultati, i 1,2 milioni di chili raccolti sembrano essere una quantità adeguata, sapendo che le cantine hanno ancora qualche riserva di vino accumulata, dato che le vendite sono state complicate quest’anno dalla pandemia, che ha portato alla chiusura della maggior parte degli alberghi, così come dei ristoranti per quasi tre mesi e a un drastico calo del turismo, e sapendo che nei tre anni precedenti il volume di uva raccolta aveva battuto i record.

Infatti nel 2017 sono stati raccolti 3 milioni di chili, nel 2018 3,9 milioni e nel 2019 2,8 milioni, essendo i raccolti più produttivi degli ultimi vent’anni.

Gli 1,2 milioni di chili di uva raccolti quest’anno produrranno circa 800.000 litri di vino giovane, secondo le stime del Consiglio Regolatore, che in media calcola che la produzione di vino può essere utilizzata per trasformare il 70 per cento dell’uva in vino.

Con questo importo si prevede che almeno l’anno possa essere risparmiato, soprattutto incrementando le vendite online, visto il forte calo della domanda dovuto al calo del turismo.

Bina Bianchini