Incredibile ma vero

È sbalorditivo come gli stati stiano tentando – con un certo successo – di trarre dalla scellerata gestione della pandemia una legittimazione del proprio ruolo, e anzi una giustificazione per accrescere ulteriormente la propria supremazia sull’individuo.

A ben vedere, una delle poche cose che la tragica e perdurante farsa del Covid-19 ha semmai dimostrato è la conclamata incapacità e inefficienza dello stato contemporaneo nel fare qualsiasi cosa che non sia estorcere tasse e amareggiare l’esistenza dei cittadini. Infatti, con le sue vertiginose articolazioni in ministeri e dipartimenti, dispendiosi sistemi sanitari, milioni di impiegati funzionari e dirigenti, forze di polizia, militari, stuoli di consulenti ed esperti – senza fare menzione dell’ipertrofica quanto cialtronesca, criminale classe politica – in cosa si è risolta concretamente l’azione dello stato per contrastare l’epidemia (a parte determinare la morte di qualche migliaio di sventurati a causa di terapie sbagliate nelle fasi iniziali)?

Nel dire di non uscire di casa, lavarsi spesso le mani ed evitare gli affollamenti.

Tutte cose che non solo la nonna di Hammurabi avrebbe già saputo consigliare, ma che qualsiasi assemblea di condominio mediamente illuminata avrebbe potuto tranquillamente suggerire.

Con la differenza che per farlo, lo stato ha però calpestato le libertà individuali, devastato l’economia e continua a pretendere, tra prelievo fiscale diretto e indiretto, dai due terzi ai tre quarti di quel che ciascuno di noi guadagna dal proprio lavoro.

Insomma, lo stato ha dimostrato di essere un inetto quanto costosissimo macellaio.


Eppure i cittadini si comportano come tonto bestiame che preme alle porte del mattatoio per farsi macellare di più e meglio.

Piergiorgio Molinari